https://www.google.it/books/edition/Relazione_del_casma_accaduto_in_Marzo_17/khE28aItzDsC?hl=it&gbpv=1&dq=niscemi+casma&pg=PA17&printsec=frontcover&fbclid=IwY2xjawPmuAhleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBWcDNQZUFodGZ0aUppMW16c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHv-BWE8GQW9YDyqzXrL8Nj4LKuiEuNC2SuRMG8jpvXAi8h3njG4JX_dxMO6j_aem_gm965t7exOy1RJIDIaLS9g
E' da 236 anni che quel territorio è interessato da frane, smottamenti, calanchi e da ogni tipo di dissesto idrogeologico. Eventi che si sono ripetuti nel tempo. L'ultimo fu nel 1997. Anche qui l’eccezionalità delle precipitazioni rese fluide le sabbie su cui poggia l'abitato e rese plastiche le argille sottostanti. Gli studi tecnici dimostrarono inoltre come la forte urbanizzazione e la mancanza di un adeguato sistema di regimazione delle acque bianche avesse contribuito in modo determinante a saturare il sottosuolo e quindi ad accelerare il dissesto, ma anche quella frana come tutte le precedenti non ha insegnato nulla.
236 anni persi, buttati al macero. In nome di uno sviluppo distorto, che ha creato ricchezza e consenso per pochi, si è continuato a costruire a fare affari. Ora, di fronte al dramma, si è scatenato lo show, le passerelle, grosse auto con lampeggianti, elicotteri, visite lampo, promesse a mai finire. Ma quando si spegneranno i riflettori Niscemi, o quello che ne resta, forse (non glielo auguro) sarà una città fantasma.
La foto allegata è tratta da corriere.it

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