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domenica 16 giugno 2024

Operazione "Fenice": non solo imballaggi ma anche diverse assonanze.



Vittoria, ma non solo lei, vive una doppia esistenza: di giorno la città frenetica degli uffici, delle banche, del mercato ortofrutticolo, del fatturato; di notte, soprattutto nei fine settimana, diventa la città piena di luci in cui "perdersi" è questione di un attimo. Dentro questa dicotomia si trovano a proprio agio anche le economie mafiose. Questa mia considerazione non nasce a caso ma leggendo il comunicato della DDA di Catania relativo all'operazione "Fenice" che il 12 giugno scorso ha portato all'arresto di 16 persone e ha messo in evidenza (finalmente) come a Vittoria operi una mafia imprenditoriale capace di creare relazioni  con altre mafie imprenditoriali.  Nel documento infatti si legge: "...un’associazione per delinquere di tipo mafioso che, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, avrebbe perpetrato una serie indeterminata di delitti contro la vita, l’incolumità individuale, la libertà personale, il patrimonio, e acquisito, in modo diretto o indiretto, la gestione o comunque il controllo di attività economiche, con particolare riferimento al settore della produzione e commercializzazione di imballaggi per prodotti ortofrutticoli. Il sodalizio avrebbe unito l’aggressività e la forza militare a strategie imprenditoriali, estendendo così il suo potere mafioso e il controllo territoriale. A riscontro della sua operatività sarebbero emersi collegamenti con altri gruppi mafiosi, inclusi i clan “Santapaola-Ercolano” di Catania, “Nardo” di Lentini, “Rinzivillo” di Gela. ...". 
E' da tempo che scrivo in questo mio diario telematico che qui le mafia hanno fatto un salto di qualità determinato non solo da chi è stato arrestato. Sono persone che non  hanno la capacità di stabilire quella strategia imprenditoriale che serve a tenere in piedi un'attività. Per fare questo servono alleanze strategiche con funzionari pubblici, bancari, avvocati, notai, commercialisti. Non è più la violenza a caratterizzare le mafie e quando la stessa si manifesta, vedi l'omicidio Russo e il tentato omicidio di Di Martino, arriva immediatamente la risposta della magistratura e delle forze dell'ordine. Ormai l'ossatura del potere mafioso di questa terra, e non solo di questa, si regge sempre meno sulla struttura criminale e sempre più su quella zona grigia fatta da insospettabili disposti a colludere, tradendo l’etica della propria professione. L'imposizione degli imballaggi non avviene con la forza ma diventando competitivi abbassando il prezzo del prodotto, facilitando i pagamenti. Basterebbe ascoltare chi amministra le attività confiscate per capire cosa accade in quel settore. Si capirebbe come e perché sono così competitivi o convenienti. L'altro elemento è il collegamento con i gruppi mafiosi Santapaola-Ercolano” di Catania, “Nardo” di Lentini, “Rinzivillo” di Gela. Guarda caso tre clan mafiosi legati alle 'ndrine calabresi per l'acquisto, a prezzi vantaggiosi, della cocaina. La coca ormai inonda la luccicante movida iblea, è diventata lo sballo di massa a prezzi accessibili. C’è chi la fuma, chi la sniffa anche tutti i giorni. Basta chiederla e la trovi ovunque. Questo territorio, come tanti altri, è diventato un immenso suk, un grande mercato di miraggi, di piacere effimero, ma soprattutto un mercato che non conosce crisi e che genera capitali illeciti che vanno reinvestiti "imprenditorialmente".
Quante assonanze tra l'operazione "Fenice" e l'operazione "Alto livello" (altro bliz coordinato sempre dalla DDA di Catania pochi gironi fa) che ha portato alla luce un sofisticato sistema di frode fiscale e riciclaggio di denaro di dubbia provenienza, dove, anche qui sono state arrestate 16 persone, anche qui vi sono legami con gruppi catanesi, ma in questo caso non è coinvolta un'imprenditoria mafiosa, ma quattro "insospettabili colletti bianchi" di Modica. 

domenica 9 giugno 2024

Matteotti, Pennavaria e la nascita della provincia di Ragusa.

Foto tratta da Google Immagini

100 anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti, deputato, giornalista e segretario del Partito Socialista Unitario, venne rapito a Roma e ucciso per ordine di Mussolini. Quel pomeriggio Matteotti si stava dirigendo a piedi verso Montecitorio quando fu costretto da diversi individui ad entrare per forza in un’auto. Si scoprirà poi che i suoi rapitori erano appartenenti alla polizia politica del regime. Il suo corpo verrà ritrovato il 16 agosto in un bosco a pochi chilometri da Roma. Matteotti fu ucciso a causa del discorso del 30 maggio 1924, dove denunciò i brogli elettorali attuati dal nascente regime fascista. Ma secondo lo storico, prof. Mauro Canali, pare che Matteotti sia stato ucciso anche perché stava per denunciare uno scandalo finanziario. La compagnia petrolifera americana, Sinclair Oil, avrebbe pagato delle tangenti indirettamente a Mussolini, ma anche a gerarchi fascisti e a esponenti dei Savoia, per ottenere lo sfruttamento di alcuni giacimenti petroliferi italiani che interessavano anche ad una compagnia inglese. la Anglo Iranian Oil. Matteotti era entrato in possesso dei documenti che comprovavano la corruzione e ne voleva fare oggetto di un suo intervento alla camera l'11 giugno del 1924. Il giorno prima verrà sequestrato e ucciso. I documenti di cui era in possesso spariranno. I giacimenti petroliferi che la Sinclair Oil avrebbe potuto sfruttare, per cinquant'anni e con esenzione di imposte, si trovavano in Emilia Romagna e Sicilia. Ad onore del vero va detto pure che nel novembre del 1924, nel pieno della vicenda Matteotti, Mussolini revocherà le autorizzazioni alla Sinclair. 

L'altipiano ibleo, in particolare l'area ragusana, è da sempre un ottimo serbatoio di idrocarburi. Guarda caso la Sinclair aveva predisposto un piano di prospezioni geologiche nell'altopiano di Ragusa, è quindi, molto probabilmente, i giacimenti petroliferi siciliani a cui la Sinclair Oil era interessata a sfruttare erano quelli del nostro territorio. Filippo Pennavaria, “duce di Ragusa”, è un ricco banchiere che ha imposto il fascismo nell'area iblea anche con la violenza delle sue squadracce, alla maniera di Farinacci, Balbo, Finzi, etc. E' diventato in pochi anni punto di riferimento politico del territorio ibleo. Il ras del fascismo ragusano poteva non sapere degli interessi della compagnia petrolifera Sinclair Oil? Pennavaria, nell'Aprile del 1924 viene rieletto deputato e pochi giorni prima del discorso di Matteotti gli verranno affidate le funzioni di segreteria del comitato direttivo del gruppo parlamentare di maggioranza. Grazie a questo incarico vivrà  la forte crisi politica generata dall'assassinio di Matteotti. Pennavaria, forte di questa carica, accoglierà con assoluta riservatezza l'incalzante successione di avvenimenti fino al 3 gennaio del 1925 (Mussolini si assumerà la responsabilità politica su quanto è accaduto) diventando, su questa vicenda,  uno dei "collaboratori" più fidati del duce. Dal 1925 in poi a Ragusa verranno finanziate molte opere pubbliche, sarà una delle città del Mezzogiorno che riceverà più attenzioni da parte del regime. Le prime e più significative sono: la Stazione ferroviaria, l'acquedotto, l'ospedale, l'ammodernamento degli impianti estrattivi d’asfalto. Il 6 novembre 1926 Pennavaria verrà nominato sottosegretario alle poste e telecomunicazioni e un mese dopo, il 6 dicembre 1926, lo stesso Pennavaria annuncerà la costituzione della nuova provincia di Ragusa. Ma tutto questo  verrà  concesso per la fedeltà e i servizi resi a Mussolini ??? Agli storici il compito di dipanare questa tesi intrigante. 

P.s. Fra qualche giorno l'amministrazione comunale revocherà la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. A molti potrà sembrare un fatto simbolico o ideologico, invece è un atto importante. Dopo 100 anni Vittoria, seguendo l'esempio di altre amministrazioni, stralcia dal proprio presente una delle pagine più buie della storia d'Italia. Mi permetto sommessamente di suggerire che sarebbe anche il caso di pubblicare la delibera del consiglio comunale che all'epoca conferì questa cittadinanza. 


domenica 2 giugno 2024

Operazione "Alto Livello". Si apre uno squarcio sul riciclaggio in provincia di Ragusa?

Foto tratta da Google Immagini

Ci sono fatti di cronaca riguardanti realtà importanti di questa provincia che spesso cadono nel vuoto, oppure vengono descritti in modo poco circostanziato così da essere metabolizzati serenamente e in poco tempo. E' il caso dell'operazione "Alto Livello", condotta dalla Guardia di Finanza di Catania e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia etnea, che ha portato alla luce un sofisticato sistema di frode fiscale, somministrazione fraudolenta di manodopera e riciclaggio di denaro di dubbia provenienza. Per queste accuse sono state arrestate 16 persone. 4 sono di Modica. Il sistema, molto raffinato, aveva base a Catania e si estendeva per tutto il territorio nazionale. Pare fosse alimentato da 14 reti di impresa, di cui avrebbero fatto parte 37 società e coinvolgeva 439 imprese.  In pratica, tramite le reti d'impresa era stato attivato un giro di interposizione fittizia di manodopera (un'impresa utilizza lavoratori reclutati da un'altra impresa che è formalmente il datore di lavoro dal quale ricevono il compenso) e accanto ad esso un movimento di fatturazioni per operazioni inesistenti (riciclaggio). Sono due classici del know how più diffuso per frodare l’erario. Secondo gli inquirenti pare che i 4 "colletti bianchi" di Modica avessero il "ruolo di legali rappresentanti di decine di società facenti parte costantemente del gruppo fin dalla creazione..." 

Tra i 16 arrestati vi è anche un noto imprenditore romano, Gianluca Ius, persona legata agli ambienti dell'estrema destra della capitale e molto amico di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik. Piscitelli è un militante di estrema destra, un narcotrafficante vicino sia al clan camorristico di Michele Senese,  sia a Massimo Carminati, il capo di quell'organizzazione chiamata "Mafia capitale". Per la cronaca: Diabolik è stato ucciso il 7 agosto 2019 con un colpo alla nuca; poche ore prima era stato nello studio di Ius. 
Le competenze di Ius nel campo della gestione di somme di dubbia provenienza pare siano rinomate. Nel 2013 fu coinvolto nella vicenda Enav Finmeccanica, una maxi inchiesta che svelò il sistema di accantonamento delle provviste di denaro in nero che servivano per distribuire tangenti
Ius da tempo fa avanti e indietro dalla Sicilia. Per la GdF, i suoi frequenti viaggi nell'isola hanno uno scopo: poter consegnare ai gestori di questo "raffinato sistema" somme in contante (frutto di quali attività?) per poi fatturare alle reti di impresa attraverso le società a lui riconducibili, Bellatrix holding e Sarfin srl, le stesse identiche somme a cui seguivano i relativi bonifici. Una presunta gigantesca lavatrice su cui si è concentrata l'attenzione degli inquirenti.

E' la prima volta che in questa provincia affiora un probabile sistema di imprese appestato da economie criminali. L'operazione Alto Livello forse ha aperto uno squarcio in quel muro di complicità di cui parlo da tempo.
Da quanti anni le 4 società modicane operavano in questo modo? Agivano solo all'interno di questo "raffinato sistema"? Effettuavano anche operazioni di riciclaggio? Erano assistite anche da consulenti legali, fiscali e finanziari di questa provincia? Avevano rapporti con il sistema bancario locale? Chi forniva servizi a queste società non vedeva o non capiva nulla? Domande, apparentemente banali, che attendono risposte.

I nomi degli arrestati e  maggiori ragguagli sull'operazione li potete trovare nei siti e nei quotidiani che ho consultato. 

https://livesicilia.it/catania-palermo-finanza-16-misure-maxi-sequestro-nomi-arrestati/

https://meridionews.it/operazione-alto-livello-catania-frode-fiscale-lingotti-rolex/

https://www.lasicilia.it/cronaca/dalla-fissazione-del-calcio-allamicizia-con-diabolik-ecco-chi-e-larrestato-gianluca-ius-2157943/

https://lavialibera.it/it-schede-214-fabrizio_piscitelli_diabolik_ultras_narcotraffico_roma

Pag 41 del "Il Messaggero" cronaca di Roma del 31 Maggio 2024. 

Pag 7 "Corriere della Sera" cronaca di Roma del 31 Maggio 2024.  

Pag  II de "La Sicilia" cronaca di Catania del 31 maggio 2024.


 

domenica 19 maggio 2024

100 chili di cocaina al mese per la provincia di Ragusa?

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La provincia di Ragusa ha un debole sfrenato per la "dama bianca", la cocaina. E'  il foraggio  che fa  galoppare tantissime persone, le rende performati, attive, socievoli, e per questo riceve una corte incessante che generare assuefazione, alimenta il crimine, ma soprattutto crea molto denaro. Scrivo questo perché ho rivisto di recente tutti i sequestri di droga fatti in provincia dalle forze dell'ordine nell'ultimo anno.  Sommando i quantitativi di cocaina requisita è venuto fuori un risultato significativo: oltre  25 kg di roba. Sembrano tanti, ma purtroppo, malgrado il grande impegno delle forze dell'ordine, è solo la punta dell'iceberg.  Il grosso arriva sempre a soddisfare i nasi esigenti di "scioppa".  E' difficile determinare quanta cocaina si consuma in questa provincia. Un aiuto però ci arriva da uno studio recente condotto dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, finanziato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri. Secondo questo istituto in Italia si consumano in media 11 dosi di cocaina al giorno ogni 1000 abitanti. Ma questa è la media nazionale. E' molto probabile che nel nostro territorio, visto i continui sequestri e le preoccupanti denunce del  SERT, il dato del consumo può essere comparato a quelle di certe realtà lombarde, e cioè 25-30 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti. Ipotizzando una media di 27 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti e tenendo in considerazione che al 31 dicembre del 2023 gli abitanti della nostra provincia sono circa 320 mila, facendo poi la dovuta proporzione, si determina che ogni giorno in questa provincia si sniffano 8.640 dosi di coca. Da un grammo di cocaina si producono in media tre dosi, quindi ogni giorno vengono assunti quasi 3 kg  di "lady white". In un mese sono quasi 100 kg.  Se tanto mi da tanto in provincia di Ragusa nell'ultimo anno sono arrivati circa 1.200 kg di coca che sono finiti dentro i nasi di chi se l'è pippata.  Il prezzo della coca varia in base al tipo di roba, comunque secondo il dipartimento delle politiche antidroga il prezzo medio e pari a  circa 80 euro al grammo. 100 Kg di coca a un prezzo medio di 80 euro al grammo rendono 8 milioni di euro al mese (€80 X 1.000 g X 100 kg). Circa 100 milioni in un anno. Questa massa di soldi viene generata solo dalla cocaina. E il commercio di eroina, erba o hashish e crack (in provincia è arrivato anche il crack e se ne fa grande uso), quanti milioni di euro produce? 

Ci troviamo di fronte a un business enorme, capace di destare appetiti di ogni tipo e la concretezza delle mafie riesce a soddisfarli pienamente. Si parte da quelli più miseri cioè quelli della piccola criminalità, fatta da disoccupati, immigrati, tossicodipendenti, spesso violenti, che si fronteggiano nelle piazze di spaccio della provincia per  conquistarsi una fetta di mercato che gli permetta di vivere. Poi vi è il ruolo dei clan locali, capaci di fare arrivare la roba nel territorio e nell'organizzare lo spaccio.  Qui 'ndrangheta ha stabilito da tempo i suoi contatti con la criminalità organizzata del territorio, ma da qualche tempo pare che subisca la concorrenza della mafia albanese. Infine vi è il ruolo della "borghesia mafiosa"(professionisti di vario genere), un'area opaca, grigia, di cui non si parla mai, che ha il compito di riciclare queste grandi masse di denaro.  Quest'area di persone "perbene" si indigna di fronte a certi atti di violenza degli spacciatori o dei clan locali, ma sa che quella violenza trova sostegno nel suo grigiore e chi la compie sa che senza quelle opacità non potrebbe esistere.  In sostanza questa grande quantità di soldi gestita dalla mafie è riuscita a coniugare dall'affarismo degli strati professionali di questa provincia fino ai bisogni del suo sottoproletariato (stupefacente solo a pensarlo).  

Nelle pubblicazioni di economia il territorio ragusano viene ancora definito l'isola nell'isola, dove piccole e medie imprese dinamiche riescono a valorizzare le produzioni agricole e creano sviluppo con servizi di qualità. Mi sento di affermare che questa ormai  è una descrizione  fuori luogo.  Nei fatti, piaccia o meno, la prima economia di questa terra, come in tante altre zone, è quella dall'imprenditoria mafiosa e dai suoi complici. 

Si avvicina il 23 maggio (data dell'attentato di Capaci dove il dott. Falcone, la moglie e la sua scorta vennero massacrati) e con esso arrivano puntualmente i convegni e i seminari sulla legalità, narrata come valore da "mettere a frutto". Va detto che sono manifestazioni che presentano sempre il solito format, in cui si alimenta il ricordo, il dolore e dove si parlerà di contrasto alla criminalità che crea problemi di ordine pubblico. Per carità, tutto bello, buono e giusto, ma  superato e spesso anche un po' retorico. A quando un convegno dove si provi ad analizzare le economie mafiose, le sue tante connivenze (professionali e bancarie) e di come si intende contrastarle seriamente? Lo ricordo a me stesso, l'insegnamento del dott. Falcone è stato chiaro: "segui i soldi e troverai la mafia". Qui di soldi ne scorrono tanti, ma nessuno ne segue le tracce. Perché?

Per scrivere questo post ho consultato:

1) l'archivio di ragusoggi.it

2) https://www.marionegri.it/magazine/droghe-e-acque-reflue-2022

3) https://www.ragusah24.it/2020/06/17/cocaina-a-fiumi-nel-ragusano-il-sert-lancia-lallarme/

4) https://www.politicheantidroga.gov.it/media/iadfrgci/sintesi-introduttiva-alla-realzione-al-parlamento-2023-dati-2022.pdf

5) https://meridionews.it/ragusa-fermato-corriere-con-600-grammi-di-cocaina/amp/

domenica 12 maggio 2024

C'è spaccio e SPACCIO

Foto presa da Google Immagini

Uno degli ultimi spacciatori arrestati in provincia ha 19 anni. E' stato sorpreso dalla Polizia in via Zama a Ragusa con oltre 50 grammi di hashish. Poche ore prima a Comiso, a seguito di una perquisizione domiciliare, veniva arrestata una persona di 33 anni per spaccio. Il 7 maggio a Ragusa i carabinieri arrestano 9 persone per spaccio di droga, vengono sequestrati più di due etti e mezzo di roba. Sempre a Ragusa, pochi giorni fa, veniva sgominata dai Carabinieri una rete di spacciatori che aveva più di 60 clienti che venivano serviti periodicamente e a domicilio, durante le indagini sono state contante 330 consegne di dosi di droghe varie. L'elenco è lungo, potrei continuare per giorni enumerando arresti, sequestri di droga e di denaro frutto dello spaccio. Ma queste persone sono l'ultimo anello di una catena criminale gestita dalle mafie di questa terra. Non sono degli affiliati ai clan, come qualcuno pensa e scrive, no! Sono vuoti a perdere,  manovalanza spiccia, non sempre arruolata nei quartieri difficili ma sempre più spesso sono disoccupati a cui le mafie offrono "un'opportunità di lavoro".  E' una sorta di nuovo welfare che le mafie di questa zona stanno provando a mettere su perché la richiesta di sballo è direttamente proporzionale alla richiesta di lavoro e la grande azienda della droga riesce a soddisfare questi due bisogni. E' chiaro che per gestire tutto questo serve un'organizzazione capace di rifornire il territorio in modo continuo di roba, soprattutto cocaina. Basta scorrere gli articoli per capire cosa siamo diventati. Poche settimane fa sono stati arrestati dalla Polizia Stradale di Ragusa  due coniugi  che viaggiavano a bordo di un furgone con oltre sei chili di cocaina. La droga sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato oltre un milione di euro.  A dicembre del 2023 un giovane di Comiso viene arrestato perché deteneva nella sua auto una considerevole quantità di roba che messa sul mercato avrebbe reso più di 120 mila euro.  Nell'aprile del 2023 a largo delle nostre coste veniva effettuato un maxi sequestro di coca. Le unità aeronavali della Guardia di Finanza si imbattevano in numerosi colli che galleggiavano sullo specchio di mare pattugliato per specifiche attività di controllo. Quei colli ben impallati contenevano 2 mila chili di cocaina. Un sequestro recordnon solo per la Sicilia ma per tutto il territorio nazionale. Il Valore commerciale al dettaglio della roba sarebbe stato di circa 400 milioni di euro. Questi sequestri sono la punta di un iceberg. Ci dicono come questi carichi, piccoli o grandi, sarebbero andati ad alimentare il grande business delle economie mafiose di questa terra, affari che al contrario dello spaccio fatto dai pusher, non vengono contrastati per niente.  

Da tempo la mie domande sono e rimango li senza uno straccio di risposta: ma le masse di denaro prodotte dalla gestione delle droghe da chi vengono gestite? Come entrano nell'economia legale? L'usura è uno dei canali in cui queste somme vengono convogliate? Che ruolo ha la finanza nella gestione di questo denaro? Vi sono professionisti  esperti in riciclaggio? A dire il vero una mezza risposta tempo fa  mi è arrivata:  Ragusa, nella classifica generale stilata da Il Sole 24 Ore, è la prima provincia italiana per diffusione e per denunce di reati d'usura. Questo dato è significativo, apre uno squarcio. Se lo stesso venisse opportunamente allargato ci farebbe scoprire altri sistemi, ma ciò  pare che venga evitato. Perché? E' più semplice e fa più notizia contrastare lo spaccio minuto fatto da piccola criminalità sciatta? E' complicato indagare un sistema che genera economie criminali? Potrebbero venire fuori delle verità imbarazzanti? Al di là delle mie domande una cosa oramai sembra chiara: se qui le mafie offrono denaro da reinvestire qualcuno disponibile a riciclarlo c'è, ci vuole solo la volontà di trovarlo.

 

mercoledì 24 aprile 2024

LA RESISTENZA (POCO CONOSCIUTA) DEI TANTI PARTIGIANI DELLA PROVINCIA RAGUSA. LA MEMORIA E' FUTURO

Foto di Marcello Bianca

Il 25 Aprile è uno spartiacque, segna l'inizio della nostra democrazia che nasce grazie alla Resistenza. La popolazione siciliana in tutto questo quale ruolo ha avuto? Quanti sono stati i partigiani siciliani direttamente impegnati a contrastare il nazifascismo nei luoghi di combattimento? Si pensa sempre che la lotta al nazifascismo sia stata fatta esclusivamente da persone del Centro Nord e invece non è stato così. Intanto, è giusto sapere, che tra luglio e agosto del 1943 in diverse zone dell'area etnea, del messinese, ma anche dell'agrigentino, parte della popolazione civile si ribellò alle prepotenze e alle razzie dei tedeschi che si ritiravano a seguito dello sbarco degli alleati e per questo decine di persone furono ammazzate. Il professore Rosario Mangiameli, che è stato docente di storia contemporanea all'Università di Catania, ci dice che in Sicilia tra Luglio e Agosto del '43 i nazifascisti, durante la fuga, compirono 18 stragi con oltre 60 vittime.  Non dovrebbe essere difficile ammettere che le prime sacche di Resistenza sono nate in Sicilia. Ma a questa pagina di storia, poco considerata, di lotta al nazifascismo ne va aggiunta un'altra. Numerose migliaia di siciliani furono partigiani impegnati a combattere in tantissime aree del Nord Italia. Molti anche fuori dai confini italiani. Sono stati uomini e donne che in tutte le maniere fecero Resistenza, con le armi o assistendo chi combatteva, per sconfiggere chi voleva imporre il concetto disumano di  “razza eletta”.  Facendo alcune ricerche sono riuscito a trovare più di 2.000 nomi di partigiani siciliani. L'elenco che ho trovato è sicuramente incompleto, saranno molti di più, Da questa lista ho estrapolato 62 nominativi, tutti della provincia di Ragusa.  62 persone, alcune note, tante sconosciute, di cui si è persa memoria. Persone semplici che con coraggio, forza e determinazione hanno fatto quello che era giusto fare. Tra queste vi è una donna di Vittoria, Giuseppina Di Guardo, che combatté con le Squadre d'Azione Patriottica in Emilia Romagna. Esiste una via, un vicolo, una piazza che ricordi questa donna? Se non c'è non sarebbe il caso di farlo? Se da un lato è calato l'oblio dall'altro si rivalutano figure come quella del gerarca Biagio Pace, a cui si vuole dedicare il museo archeologico di Ragusa. Ciclicamente rispunta la voglia di istallare la statua - un colosso - del gerarca Filippo Pennavaria. Con disinvoltura si parla del gerarca Dionisio Moltisanti come di un "fascista pacioso". Di fronte a questi ritorni di "fiamma" i nomi di molti nostri conterranei che hanno combattuto per la libertà sono stati ignorati o peggio sono caduti immeritatamente nell'indifferenza.

Pubblico i nomi di queste persone, con brevi riferimenti che caratterizzano ogni singolo resistente,   per provare a riattivare una memoria che crei, finalmente, una coscienza che duri nel tempo. La memoria non ha senso se è solo capace di guardare al passato, ha senso se è capace di determinare il presente e il futuro.

ALFIERO Francesco nato a Scicli il 18/2/1920, partigiano combattente, 2° div. Garibaldi Redi”- 10°brigata. Nome di battaglia “Rocco”.

AMORE Nunzio nato a Comiso il 10/06/ 1906, carabiniere. Partigiano nell’area di Forlì- Cesena da dicembre 1943, Gruppo SAP.

ARABITO Guido nato a Ragusa il 9/07/1912. Partigiano in Emilia Romagna – Appennino piacentino– dal novembre 1944, 59a Brigata Caio.

ASTA Francesco nato a Scicli soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria – disperso (morto) a Cefalonia l’8 settembre 1943 durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

BAGLIERI Giuseppe nato a Ispica il 22/07/1915, Esercito carabiniere. Partigiano in Piemonte da 26 giugno 1944, 6° Divisione GL Comando, nome di battaglia “Bandiera”.

BATTAGLIA Salvatore nato a Vittoria (Rg) il 5/10/1922, patriota, 1° div. Garibaldi “Varalli”-82° brigata “Osella”, detto “Salvatore”.

BERTINI Giorgio nato a Ibla (Ragusa) il 21/07/1899, Esercito medico chirurgo. Partigiano nell’area di Forlì – Cesena, da giugno 1944, 8a Brigata Garibaldi. Nome di battaglia “Dottore”.

BLANCO Biagio nato a Comiso il 10 febbraio 1923, operativo nella Divisione Garibaldi Natisone Brgt. Garibaldi Trieste Btg. 1° ( Friuli-Jugoslavia).

BLUNDO Carmelo nato a Scicli il 13/11/1912. Partigiano nel Lazio da ottobre 1943, Banda Carabinieri Caruso/Fmcr ( Fronte clandestino dei carabinieri dei carabinieri).

BRAFA Rosario nato a Modica il 28/07/1922, soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria, morto a Cefalonia il 23 settembre 1943 durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

BRANCATI Antonio Nato a Ispica il 21 dicembre 1920, allievo ufficiale di Fanteria. Partigiano dal 1 marzo 1944 del “Gruppo di Organizzazione” del Comitato Militare di Grosseto, di stanza a Monte Bottigli. Catturato e fucilato il 22 marzo 1944 a Maiano Lavacchio ( Grosseto).

BUCCELLATO Francesco nato a Vittoria il 5/03/1915, avvocato, tenente. Partigiano a Roma dal 16 settembre 1943 Banda Isolato, catturato dai tedeschi.

CACCOMO Angelo nato a Modica il 13/02/1916, Esercito Artiglieria. Partigiano in Piemonte da giugno 1944, formazione: 19° Brigata Garibaldi, 18° Brigata Garibaldi, nome di battaglia “Angelo”.

CALABRESE Giovanni nato a Modica il 29/11/1920, soldato 8° Reggimento Genio – Divisione Partigiana Garibaldi, operante, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, contro i tedeschi in Montenegro / Iugoslavia.

CASELLA Salvatore nato a Modica il 13/05/1918, tenente 84° Reggimento Fanteria – Divisione Partigiana Garibaldi, operante dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 contro i nazisti in Montenegro/ Jugoslavia. Medaglia di bronzo.

CASSISI Francesco nato a Pozzallo il 20/06/1919, soldato del Battaglione Genio Divisione Taurinense, diventata Divisione Partigiana Garibaldi dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

CROLLALANZA Giacomo Nato a Modica il 17-08-1917, sottotenente dell’Accademia militare di Modena, della 31 Brg. “Forni” – Parma, nome di battaglia Pablo, poi Comandante della 37 Brg. Garibaldi , dirigente della struttura di Resistenza nel parmense, caduto il 17 ottobre 1944 a Bosco di Corniglio (Pr). Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

CUTELLI Salvatore Nato a Chiaramonte Gulfi, 1894. Maggiore del 58° Reggimento d’Artiglieria della Divisione Legnano. Dopo l’8 settembre nella zona di Chieti organizzò una formazione partigiana, la “Banda Palombaro”. Catturato e fucilato a Bussi ( Chieti) il 14 dicembre 1943.

DELL’ALI Pietro di Pietro, nato a Modica l’11/1/1918, partigiano combattente 3° div. Garibaldi “Pajetta”- 81°brigata “Volante Loss” (Piemonte).

D’ANGELO Vito nato a Chiaramonte Gulfi il 8/01/1918, studente. Partigiano in Piemonte da 15/10/1944, 1° Divisione Langhe, nome di battaglia “Ninni”.

DI GIACOMO Giovanni nato a Comiso il 31/10/1921, soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria, disperso (morto) il 22 settembre 1943 a Cefalonia durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

DI GUARDO Giuseppina nata a Vittoria il 10/12/1920, impiegata, Partigiana in Emilia Romagna – Appennino piacentino – dal novembre 1944, SAP Borotti.

DI PIETRO GIUSEPPE Nato a Comiso (RG), 1924, partigiano combattente , caduto a Sarone di Caneva (UD) il 7 marzo 1945.

DI ROSA Salvatore nato a Ragusa il 6/08/1919, carabiniere militare. Partigiano in Emilia Romagna – Appennino piacentino – da ottobre 1944, 6a Brigata Fratelli Molinari.

DI VITA Giuseppe nato a Chiaramonte Gulfi l’1/06/1911, operaio, caporal maggiore. Partigiano in Emilia Romagna – Appennino piacentino – dal giugno 1944, 2° Brigata Busconi.

DI VITA Paolo di Vito, Nato a Chiaramonte Gulfi il 16 gennaio 1923, partigiano combattente, caduto a Zeri ( Massa Carrara) il 20 gennaio 1945.

FACONELLO Giuseppe nato a Modica il 1/01/1919, Esercito caporale maggiore Bersaglieri. Partigiano in Piemonte da 26/01/1945, 181° Brigata Garibaldi Morbiducci, nome di battaglia “Ernesto”.

FAILLA Giovanni nato a Chiaramonti Gulfi il 10/09/1920, Esercito caporale Artiglieria. Partigiano in Piemonte da 5 luglio 1944, 104° Brigata Garibaldi, nome di battaglia “Paolo”.

FALLA Giuseppe nato a Scicli il 19/03/1923, Esercito soldato Genio. Partigiano in Piemonte da 15 aprile 1944, Formazioni: 1° Brigata d’Assalto, 43° Divisione DE Vitis Brigata F. Gallo.

FAILLA Virgilio nato a Modica il 31/03/1921. Da giovane trasferitosi a Padova, dopo l’armistizio del’8 settembre fu componente del gruppo organizzatore della Resistenza nella zona , membro del CLN di Padova. Negli anni successivi fu per diversi anni deputato per il PCI.

FICILI Salvatore nato a Scicli il 4/01/24, soldato . Dopo l’armistizio dell’8 settembre restò rifugiato in una casa colonica in contrada Sant’Andrea (Tolentino). Successivamente al bando di arruolamento obbligatorio emanato dalla RSI, rastrellato dai fascisti e ucciso a colpi di mitra il 7 dicembre 1943 a Tolentino ( Macerata). Una strada di Tolentino è intitolata al giovane martire.

FRANZO Natalizio nato a Ispica il 14/09/1920, soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria, disperso (morto) il 22 settembre 1943 a Cefalonia durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

GAROFALO Giovanni nato a Giarratana ( Ragusa) il 17/04/1920. Partigiano in Piemonte, 20a Brigata Garibaldi, morto in combattimento il 27/08/1944. Nome di battaglia “ Fra Diavolo”.

GENNARO Dionisio nato a Ispica il 25/01/1904, impiegato. Partigiano a Roma da 8 settembre 1943, rimasto ferito e mutilato durante un’azione di combattimento contro i nazifascisti il 16 gennaio 1944.

GERRATANA Valentino nato a Scicli l 14/02/1919. Dopo il diploma del liceo classico ( Modica) si trasferì a Roma. Frequentò il corso allievi ufficiali a Salerno. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 fu tra gli organizzatori della Resistenza a Roma, partigiano nei GAP ( Gruppi Azione Patriottica), medaglia d’argento. Docente universitario, insigne studioso del marxismo e di Gramsci, in particolare con l’edizione critica dei “ Quaderni dal Carcere”. Fu, tra l’altro, tra i fondatori della casa editrice Editori Riuniti.

GRIMALDI Giovanni nato a Ragusa il 23/06/1900. Partigiano nel Lazio da 8 ottobre 1943 fino alla liberazione di Roma. Gruppo Bande Carabinieri Caruso/Fmcr.

GUASTELLA Francesco nato a Ragusa il 5/03/1918, caporal maggiore 1° Battaglione Genio Alpino- Divisione Partigiana Garibaldi dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro / Jugoslavia.

GURRIERI Giuseppe nato a Chiaramonte Gulfi, dopo l’armistizio aggregatosi a una formazione partigiana marchigiana, detto “Pino”. Fucilato dai nazifascisti il 22 marzo 1944 nella strage di Montalto di Cessapalombo ( Macerata) assieme ad altri 32 antifascisti, tutti giovanissimi, in gran parte di Tolentino.

IACONO Giovanni nato a Ragusa il 31/03/1898, maresciallo militare. Partigiano in Emilia Romagna, appennino piacentino, da ottobre 1944, 5a Brigata Ciancio.

IEMOLO Vincenzo nato a Modica il 5/09/1918, contadino, soldato. Partigiano in Emilia Romagna –Appennino piacentino – dal gennaio 1945, 5a brigata Ciancio.

LA CIACERA Giovanni, nato a Modica il 18/1/1918, aviere, caduto, div. “Valdossola. E’ uno dei 43 partigiani fucilati a Fondotoce ( Verbania – Cusio Ossola) il 20 giugno 1944.

LA LOTA Giovanni nato a Vittoria il 28/01/1918, soldato Divisione Acqui – 17° Reggimento Fanteria, morto a Cefalonia il 17 settembre 1943 durante le fasi di Resistenza alle truppe tedesche.

LICITRA Giovanni nato a Vittoria il 14/11/1917, caporale 76° Compagnia Genio Artieri – Divisione Partigiana Garibaldi, dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

MALLIA Gaetano nato a Vittoria il 19/01/1922. Carabiniere, vicebrigadiere. A Torino, dopo l’armistizio iniziò a collaborare con la Resistenza, il CLNAI – Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia – Nell’estate del 1944 assumerà il ruolo di ufficiale di collegamento della 17a Brigata Garibaldi Felice Cima, capo squadra, fino alla Liberazione.

MAZZONE Romolo nato a Ragusa il 21/06/1924, partigiano nel Lazio da ottobre 1943, formazione Brigate Matteotti.

MELFI Luigi nato a Scicli il 19/03/1904 partigiano nel Lazio da ottobre 1943 formazione Brigate Matteotti.

MICCICHE’ Luigi nato a Vittoria il 21/08/1900, ex soldato esercito, partigiano in Grecia da dopo armistizio 8 settembre 1943.

MICIELI Giovanni nato a Comiso il 9/01/1920, caporale 76° Compagnia Artieri della Divisione Venezia- Divisione Partigiana Garibaldi , dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

MIRABELLA Carmelo nato a Ispica il 21/10/1917, soldato 26° Magazzino Automb. di C.A., Divisione Partigiana Garibaldi , dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

MURIANA Giovanni di Angelo, nato a Modica il 16-08-1924, allievo ufficiale Accademia di Modena, della 48 Brg. Garibaldi e della 14 div. Garibaldi 180 Bgt., Capo Squadra Brigata, nome di battaglia Pinko, caduto a Dogliani (CN) il 23-04-1945 in combattimento.

NASELLO Giuseppe nato a Ragusa il 10/11/1901, partigiano nel Lazio da ottobre 1943, formazione Bande Carabinieri Caruso/Fmcr.

OCCHIPINTI Giorgio Nato a Ragusa 7.04.1919. Soldato, caduto il 23/09/1943 combattendo contro i tedeschi a Cefalonia

PACETTO Santo nato a Scicli il 23/08/1917, tenente 84° Reggimento Fanteria – Divisione Partigiana Garibaldi, dopo l’armistizio del’ 8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro / Jugoslavia. Decorato croce di guerra

PELLIGRA Salvatore Nato a Comiso, Il 22 maggio 1891. Generale di brigata. Comandante dell’artiglieria del Corpo d’Armata Div. Bergamo. All’armistizio dell’8 settembre 1943 si trovava a Spalato (Jugoslavia), si oppose alle truppe tedesche, catturato e fucilato a Signo ( Dalmazia) il 1° ottobre 1943.

PIRRONE Salvatore nato a Vittoria il 26/03/1921, partigiano in Trentino.

PUZZO Rosario nato a Scicli il 11/02/1900, partigiano nel Lazio da 9 settembre 1943, formazione Bandiera Rossa.

PUZZO Salvatore nato a Scicli il 5/02/1916, partigiano nel Lazio da 9 settembre 1943, formazione Bandiera Rossa.

SANTAERA Giovanni Nato a Pozzallo 1/11/1919, comandante 5° plotone mitraglieri, 3° Bg. 17° Reggimento Divisione Acqui, dopo l’armistizio partecipò in prima fila ai combattimenti contro le truppe tedesche a Cefalonia ( Grecia), finiti il 22 settembre 1943 con la fucilazione di gran parte dei soldati italiani. Ha pubblicato il libro di memorie Io, reduce di Cefalonia” (edito 2009)

SELVAGGIO Vincenzo nato a Modica il 13/08/1920, partigiano nel Lazio, formazione Brigate Matteotti.

TORCHI LUCIFERA Pietro nato a Scicli il 15/09/1907, capo segn. 1° classe Marina Militare. Partigiano a Roma da 8 settembre 1943, formazione Fmcr Marina.

TRIBASTONE Salvatore Nato a Ragusa il 25.07.1917 – Brig. di finanza – partigiano, catturato dalle SS il 13.10.1944, deportato, morto nel campo di Dulchon (Germania)

VESPUCCI Mario nato a Ragusa il 24/02/1895, partigiano in Albania da 15 settembre 1943.

Sicuramente è un elenco parziale, vi saranno tante altre persone, ma da l'idea di quanto sia stato vasto il fenomeno. E' un inizio, è una sollecitazione che vuole porre le basi a quella ricerca e a quella memoria in grado di porre le basi per il futuro. Infine, si dice che il 25 Aprile "è una festa divisiva" E' vero, divide gli antifascisti dai fascisti, i democratici dai non democratici. Per quanto mi riguarda è giusto così.


Per scrivere questo post ho consultato questi siti:

https://www.labottegadelbarbieri.org/i-partigiani-siciliani-quarta-parte/

https://www.patriaindipendente.it/servizi/sicilia-quelle-stragi-naziste-dimenticate/

martedì 12 marzo 2024

L'operazione "Ianus" conferma certe tesi.




Foto tratta da Google Immagini 

L'operazione antimafia di questa notte a Gela, denominata "Ianus",  conferma, purtroppo, alcune tesi che io da tempo descrivo in questo mio diario telematico. I clan Rinzivillo, Emanuello e la stidda sono ormai un'unica cosa. Questa compagine criminale controlla buona parte della fascia trasformata (quindi anche il nostro territorio) e utilizza le serre che "gestisce" per produrre marijuana. La stessa viene utilizzata anche come merce di scambio con la cocaina gestita dalle 'ndrine calabresi. E' emerso come venissero importati più di due kg di cocaina a settimana, questo traffico ha generato volumi per svariati milioni di euro che dovevano essere reinvestiti. Va precisato come, da tempo, le famiglie dei Rinzivillo e degli Emanuello sono soci in affari con la  potente 'ndrina dei Morabito, tra le principali trafficanti di cocaina al mondo. 

Questo è il livello criminale. Rimane sempre da capire come queste consorterie riescano a riciclare le masse di denaro che producono illegalmente. Chi sono i complici? Esiste un'area grigia? 

Allego alcuni miei post che provavano a definire quanto oggi è stato in parte confermato dall'operazione 

https://giostracquadanio.blogspot.com/2014/12/un-preoccupante-omicidio.html

https://giostracquadanio.blogspot.com/search?q=fascia+

https://giostracquadanio.blogspot.com/2017/09/ndrangheta-vittoria-piccolo-promemoria.html

https://giostracquadanio.blogspot.com/2018/03/la-nuova-economia.html

https://giostracquadanio.blogspot.com/2024/02/segui-la-cocaina-e-troverai-gli.html



domenica 10 marzo 2024

L'omicidio Russo ci pone di fronte più realtà.


Foto tratta da Google Immagini


Dopo ogni omicidio in questa città (ma non solo in questa città) si generano, con sincronica ciclicità, una serie di circostanze, quasi sempre uguali. L'immancabile clamore mediatico è seguito dal rumoroso chiacchiericcio che si accende nei vari luoghi della socialità cittadina, lo stesso si conclude quasi sempre con la solita frase consolatoria: "menomale che si ammazzano tra di loro".  Accanto a ciò si sviluppano le immancabili polemiche "antimafia" che, come la panna, montano rapidamente per poi repentinamente scomporsi fino a diventare un dibattito tra "addetti ai lavori". Il tutto dura circa una settimana, massimo dieci giorni, fino al funerale della vittima, poi via via si riduce rimanendo a bagnomaria, in attesa di un nuovo fatto e così la situazione si rimette subito in moto.  A me non interessa per niente entrare nel merito di questo dibattito, però non posso non registrare come anche dopo il delitto di Giovanni Russo questo schema si sia ripetuto. Dopo la sera del 27 febbraio (giorno dell'omicidio) tutti siamo stati impegnati a discutere delle modalità dell'omicidio, se era o meno un regolamento di conti nel mondo dello spaccio, se definirlo un omicidio di mafia o no, ma non abbiamo fatto caso ai fatti di cronaca che si susseguivano. Tra il 28 febbraio e il 9 marzo le forze dell'ordine, in provincia, hanno arrestato per detenzione e spaccio di droga almeno quattro persone e sequestrato circa 500 grammi di cocaina che messa sul mercato avrebbero fruttato tra 40 a 50 mila euro. Una goccia in mezzo al mare di polvere che imbianca i tanti, troppi, nasi di questa provincia e  ci dice come la coca sia diventata la benzina che accende la vita di molte persone e la eleva al cubo (ovviamente lo dico in senso negativo). Le mafie sono concrete, hanno capito subito come questa polvere sia il vero carburante della società del XXI secolo e lo hanno monopolizzato, è diventato il loro business principale. Il racket era diventato roba da straccioni, da sfigati e poi le imprese, già stressate dal carico fiscale, non tolleravano più la richiesta del pizzo, denunciavano subito la vessazione. Paradossalmente, il bullo che prima ti poteva chiedere la tangente minacciandoti ora è diventato l'amico che ti vende la carica. Ti aspetta al bar, ti offre anche l'aperitivo, ti fa il regalino o lo sconto sulla dose che ti devi pippare. Non si può definire neanche spacciatore, è un "agente di commercio". Di questi agenti la nostra provincia è piena. Li vedi nei fine settimana nei locali della movida di Modica, di Ragusa, di Marina di Ragusa o di Vittoria, circondati da "clienti" in cerca di "assenza dei limiti". Sono diventati dei punti di riferimento. 
Questo nuovo stato li porta spesso a bypassare chi li fornisce e tentare di procurarsi la merce direttamente dal "grossista"? Forse chi spaccia sta diventando il maggior concorrente di chi lo fornisce? E' in questo contesto che è maturato l'omicidio del 27 febbraio? Le regole, nella bassa criminalità, ti dicono come puoi fottere chi ti sta sopra, ma dicono anche, a chi sta sopra, come fottere chi tu vuole scalzare. E' stato un avvertimento del tipo "guai a chi non rispetta le regole"?  
Ogni cambiamento all'interno della criminalità è battezzato col sangue. Spero, per il bene di questo territorio, che questo omicidio non sia legato a queste logiche, potrebbe essere l'inizio di un "nuovo ciclo". 

A Vittoria, come in tutto il resto della provincia, la distribuzione, il consumo e i sequestri di cocaina continuano ad aumentare di anno in anno. Che piaccia o no la soluzione non può stare solo nel contrasto allo spaccio minuto e al consumo. Il mercato degli stupefacenti produce ragguardevoli profitti che non possono essere gestiti dai personaggi della criminalità locale. Qui, come in molte parti d'Italia, si è sviluppata un'economia malata che mira a sostituire l'economia legale. Fermarsi all'esclusiva narrazione della parte criminale serve a capire alcune dinamiche ma non aiuta a dipanare il grosso della matassa.  Davide Mattiello, sul ilfattoquotidiano.it, prova a dare un'indicazione.
   "Proviamo ad assumere un pre-giudizio e a fare un esercizio…di fantasia. Il pre-giudizio: le fortune criminali delle organizzazioni mafiose sono direttamente proporzionali al grado di convergenza tra interessi mafiosi e interessi politici egemoni. Questo pre-giudizio è fondato e interessante?" 

Io aggiungo: questo pre-giudizio può essere applicato anche per la "provincia babba"?