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venerdì 24 aprile 2026

La Città di Vittoria nella Resistenza.


Due anni, fa facendo alcune ricerche, ero riuscito a trovare più di 2.000 nomi di partigiani siciliani.  Tra questi mi saltò all'occhio quello di una donna, Giuseppina Di Guardo, una ragazza nata a Vittoria il 10/12/1920 (alcune fonti parlano del 1929).  Giuseppina era una giovane impiegata, è diventò operativa a partire dal novembre del 1944 nella brigata SAP "Borotti", in Emilia Romagna, una formazione molto attiva nell'Appennino piacentino, tra Liguria e la Pianura Padana. Quest’area era di fondamentale importanza per il controllo delle vie di comunicazione. Infatti, la zona fu teatro di costanti rastrellamenti tedeschi e scontri con l'esercito della RSI. La "Brigata Borotti" operava quindi in un territorio fortemente strategico e si distinse per azioni di sabotaggio e protezione del territorio, spesso operando in condizioni estreme contro le forze nazifasciste. La presenza femminile in questa formazione fu determinante non solo sul piano operativo, ma anche rappresentativo, perché contribuì a rompere preconcetti e steccati sociali profondamente radicati nell'Italia di quegli anni. Giuseppina fu una di quelle donne, una ragazza del profondo Sud, che oggi l'ANPI ricorda insieme ad altre 55 donne (ragazze) siciliane che diedero il loro importante contributo per la Liberazione dal nazifascismo e per un mondo diverso. 

Ma non c'è solo Giuseppina. Una ricerca guidata dal prof. Claudio Dellavalle (già ordinario di storia contemporanea presso l'università di Torino) e dagli Istituti storici della Resistenza del Piemonte, in collaborazione con il Ministero della Difesa, ha prodotto una banca dati con 108.421 nomi di partigiani, combattenti, patrioti e benemeriti che hanno svolto attività durante la lotta di Liberazione in Piemonte (regione dove la Resistenza fu tenace e combattiva). Di questi, 34 sono di origine vittoriese. Pubblico di seguito cognomi, nomi e relativi nomi di battaglia. Per chi volesse leggere le schede di ogni singolo patriota partigiano della nostra città, allego di seguito il link:  http://intranet.istoreto.it/partigianato/risultato_ricerca.asp

ALESSISALVATORESALVATOREscheda dettaglio
AMATOROSARIOTITOscheda dettaglio
BARONEGIOACHINOLUCAscheda dettaglio
BARRANOMICHELENAVIGAscheda dettaglio
BATTAGLIAFRANCESCOFRANCOscheda dettaglio
BATTAGLIAGIUSEPPECARLOscheda dettaglio
BATTAGLIASALVATORESALVATOREscheda dettaglio
BLANCOGIUSEPPEscheda dettaglio
CAPPELLOGIOVANNIscheda dettaglio
CARDILLOFRANCESCOFRANCOscheda dettaglio
CASANOSALVATOREFRA DIAVOLOscheda dettaglio
DE MARTINOGIUSEPPEPEPPINOscheda dettaglio
DE MARTINOMATTEOscheda dettaglio
DENAROFRANCESCOCECscheda dettaglio
DI CORRADOGIUSEPPEPORTHOSscheda dettaglio
DI STEFANOBIAGIOscheda dettaglio
GIOMBARESICARMELOscheda dettaglio
GURRIERIFERDINANDOscheda dettaglio
MALLIAGAETANONISOscheda dettaglio
MALLIAVINCENZOscheda dettaglio
MAZZONEGIOVANNIGIOVANNI BANDE NEREscheda dettaglio
MAZZONEGREGORIOFRA DIAVOLOscheda dettaglio
NICOSIAANTONIONINOscheda dettaglio
PORTELLIGIUSEPPEscheda dettaglio
PUMAVINCENZOscheda dettaglio
RAGUSAFILIPPOscheda dettaglio
SALERNOGIOVANNI BATTISTAGIANNIscheda dettaglio
SCHIFANOLUIGIILARIOscheda dettaglio
SCLALONEFRANCESCOscheda dettaglio
SELVAGGIOGIUSEPPEVITTORIOscheda dettaglio
SENIASEBASTIANOscheda dettaglio
SONIASEBASTIANOMARIOscheda dettaglio
SPATAROSALVATORESALVATOREscheda dettaglio
TROVATOGIOVANNIGIOVANNIscheda dettaglio

Sarebbe interessante, oltreché doveroso, se in una eventuale revisione della toponomastica cittadina, oppure con una lapide commemorativa, venissero ricordati i veri patrioti di questa terra. C'è un obbligo: togliere questi nomi dal lungo oblio in cui sono precipitati, dando loro la dignità che meritano.  Giuseppina e questi nostri 34 concittadini difesero un'idea di Patria che si basava e si basa, grazie alla Costituzione,  su valori come Libertà e Giustizia e non su sottomissione e iniquità.

domenica 19 aprile 2026

Unire i puntini per capire le mafie del Sud Est



Per capire cosa sta succedendo in certe economie del Sud Est siciliano bisogna unire dei puntini, come quei giochi che occupano alcune pagine dei cruciverba. In questo modo da quell’insieme surreale di numeri e punti - se vengono ben collegati - può venire fuori un’immagine chiara e precisa capace, forse, di descrivere una realtà.

1) Da tempo, la continua successione di crisi economiche sta mettendo in difficoltà diverse imprese, in particolare le piccole e le micro attività di questo territorio. Tutto questo è diventato una buona opportunità per quell’imprenditoria mafiosa che mira a diventare padrona delle crisi. 
2) Sembra che le mafie di questa zona della Sicilia si fossero costituite in un’unica cooperativa. La stidda (ciò che ne resta), elementi locali della mafia, mafia albanese ed esponenti legati alla ‘ndrangheta si sono messi insieme, intanto per non pestarsi i piedi tra loro e poi per mettere in connessione, e quindi rafforzare, le loro attività: prima fra tutte il narcotraffico (controllo e spaccio della cocaina) e poi l’estorsione. Quest’ultimo “business” non è  più quello che noi storicamente conosciamo, cioè il pizzo da chiedere alle imprese per sostenere la famiglia dei galeotti o per “sponsorizzare” un certo evento sportivo. No! Quello oramai è roba da mendicanti del crimine. L’estorsione di oggi si basa su far confluire il denaro prodotto illegalmente nell’economia del territorio. Un’attività è in crisi? Arriva “l’amico” che può dare aiuto rilevandola...estorcendola.
3) Per il sistema bancario un’impresa che presenta un piccolo segnale di difficoltà - ad esempio: non riesce, per i motivi legati alla crisi a rientrare dalla scopertura concessa - diventa subito “sofferente”.  I programmi del sistema la segnalano subito, facendola diventare immediatamente come un'attività con “esposizione inesigibile”. Alle banche non interessa se l’impresa è entrata in crisi perché lo Stato non ha ancora riconosciuto contributi o agevolazioni, oppure perché i suoi clienti non hanno pagato quanto dovevano. La logica della banca è tanto semplice quanto indecente: non riesci a rientrare? Ti blocco! 
4) Chi arriva in aiuto? La cooperativa! Con i soldi fatti grazie al narcotraffico. 
5) E come aiuta l’impresa in crisi? In molti casi comprandola. 
6) Come? Pare che i soldi del narcotraffico vengano messi in depositi bancari esteri, ad esempio a Malta. Sebbene l’isola dei cavalieri non sia formalmente nella "black list" dei paradisi fiscali, molte indagini internazionali hanno però evidenziato vulnerabilità strutturali. Infatti, pare che aprire un conto corrente a Malta è possibile anche senza residenza, basta fornire un documento d'identità (passaporto) e referenze bancarie. Generalmente per aprire un conto viene utilizzata come entità giuridica la società offshore, questa permette di ridurre il carico fiscale e soprattutto garantisce la riservatezza.
7) E' così, senza tanti clamori, si riciclano masse di denaro prodotte illegalmente e si diventa padroni delle economie di un territorio (?).
8) Uno stretto braccio di mare separa Malta dalla nostra Pozzallo da dove ogni giorno partono traghetti da e per l’isola dei cavalieri. Una rotta, che secondo diverse inchieste giudiziarie, spesso è stata ed è frequentata da personaggi vicini a certe “famiglie”.  

La figura che viene fuori unendo questi punti? Può essere quella che queste società offshore abbiano acquistato in questi anni imprese in difficoltà? Ecco questa è una domanda, o un immagine, che va girata direttamente agli organi inquirenti, sperando che prima o poi arrivi o una risposta oppure venga osservata con una certa attenzione.

L'immagine a corredo del post è tratta da Google Immagini