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sabato 29 agosto 2026

L'economia non osservata, i suoi valori aggiunti e la gestione delle economie mafiose nella "provincia babba".


Molti sono ancora convinti che le mafie siano composte da gruppi di persone rozze, violente e semianalfabete, che abitano 
in case di periferia, un po' fatiscenti e arredate con mobili pacchiani, quadri kitsch e troni dorati, dove agli ingressi sono parcheggiati suv e scuter di grossa cilindrata. Chi è ancora persuaso di ciò sappia che questa è la mafia degli schiacciati, dei perdenti, quella che le forze dell'ordine braccano ogni giorno. Molte di queste persone riempiono le carceri e come recentemente ha dichiarato l'ex ministro e già sindaco di Roma, Alemanno, sono di destra; ma non perché voglio l'ordine, ma quando mai! Ma perché da tempo non accettano più la concorrenza di chi è più schiacciato e più aggressivo di loro, cioè gli immigrati. Ovviamente non sto parlando di tutti gli immigrati ma di una parte di loro, quelli cioè messi totalmente fuori da ogni forma di coesione sociale. Aver marginalizzato completamente una parte di queste persone significa aver messo a  disposizione delle economie mafiose una manodopera ancora più flessibile e meno costosa a cui le stesse affidano - avviando una concorrenza a ribasso con gli schiacciati - i servizi di base: lo spaccio, minacciare chi non paga il pizzo, o peggio "regolare" certe questioni. Sia gli schiacciati e sia gli immigrati sono la parte consistente di quella forza lavoro utile a generare ciò che l'ISTAT ha definito in una recente pubblicazione: "economia non osservata" (1), cioè quell'economia che include sia il sommerso e sia le attività illegali (spaccio delle droghe, prostituzione, racket, gestione anomala dei rifiuti, riciclaggio, gestione del lavoro nero (caporalato), abusivismo,  evasione fiscale, ecc...). In Italia il valore di questa "economia" ha superato i 217 miliardi di euro nel 2023 (ultimo dato utile), con un'incidenza complessiva del 10,2% sul PIL.
In provincia di Ragusa il "valore aggiunto" dell'economia non osservata (si veda la tabella elaborata dall'ISTAT con gli ultimi dati relativi all'anno 2023) è pari circa alla media regionale cioè circa il 17% del PIL. Il valore aggiunto dell'agricoltura iblea è del 9,4% (si veda estratto tabella pubblicata dal CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura, del Ministero dell'Agricoltura) Questo significa che: se il PIL totale della nostra provincia è pari a circa 6,5 miliardi di euro (2) il valore delle economie illegali (definirle non osservate è un garbato eufemismo) è pari a 1,1 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto dell'agricoltura iblea, tra le più dinamiche del Paese, è di 610 milioni di euro. 

 


1,1 miliardi di euro l'anno. 1/6 dell'economa di questa terra "babba" è anomala, sommersa, non osservata, illegale...e...cosa assurda...vale di più dell'agricoltura.
 
Provo a scendere in un particolare. Nell'ultimo mese le forze dell'ordine in diverse operazioni tra Comiso, Ispica, Modica, Ragusa, Scicli e Vittoria hanno sequestrato qualcosa come 12 Kg circa di cocaina (3). Questa, se immessa nel mercato, avrebbe fruttato quasi tre milioni di euro. Negli ultimi anni le polizie hanno effettuato molti più sequestri di coca, ciò dimostra come la domanda di polvere bianca sia notevolmente cresciuta e quindi sono aumentati i carichi di arrivo. Ma da dove arriva la cocaina? Una risposta si trova a pag. 22 della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze 2026: "Il traffico via mare si conferma la principale modalità di ingresso nel Paese: il 94% della cocaina sequestrata in frontiera è stato infatti intercettato nei porti(4)Nella tabella, a pag. 63 della Relazione annuale 2025 della Direzione Centrale Servizi Antidroga del Ministero degli Interni (5), viene evidenziato come in Sicilia, nel 2024,  vi sia stato un calo notevole di sequestri di cocaina. La differenza, come indicato nella figura allegata, rispetto ai dati del 2023, è piuttosto consistente.

           
Questo non significa che le forze dell'ordine nel 2024 non hanno fatto nulla, ma è probabile che i sistemi di approvvigionamento siano cambiati tanto velocemente quanto radicalmente. Questo è avvenuto anche nel nostro territorio? Non sarebbero opportuni controlli più serrati lungo la costa e nei porti di Pozzallo, Marina di Ragusa e nei piccoli scali marittimi del territorio?  Molte agenzie di contrasto ci dicono che la percentuale di cocaina requisita è comunque inferiore al volume totale in circolazione. Sembra anche che per le mafie i sequestri vengono considerati come un normale costo di gestione. E' quindi probabile che anche in questo pezzo di Sicilia le forze dell'ordine intercettino solo una frazione minoritaria della cocaina che arriva in questa provincia. Il grosso del prodotto arriva regolarmente nei "mercati di consumo" e la sua distribuzione è capillare. La vendita, nei nostri territori, non avviene nel modo classico, cioè nelle piazze di spaccio, ma è organizzata attraverso reti fluide, venditori itineranti, servizi a domicilio e punti di traffico instabili (6).  Al netto di questi dati va detto pure che la percentuale di cocaina intercettata dalle forze dell'ordine rispetto al totale trafficato è stata stimata da vari organismi internazionali (UNODC su tutti) attorno a una quota del 10%, sebbene si tratti di una valutazione molto approssimativa.  Applicando questa percentuale per la nostra provincia e ipotizzando 10 Kg di cocaina sequestrati ogni mese, è probabile che in questa terra "babba" possano essere spacciati, nello stesso arco di tempo, circa 100 Kg di coca. Il costo di un grammo di cocaina varia in base alla sua purezza e oscilla fra 80 e 120 euro a grammo (7) , quasi quanto un barile di petrolio. Ipotizzando un costo medio di 90 euro al grammo per 100 kg al mese e il tutto moltiplicato per dodici mesi, si arriva a oltre 100 milioni di euro. Questo è il volume di denaro, calcolato un po' empiricamente, che genera il commercio al minuto della cocaina in questa provincia. Solo questo dato corrisponde all'10% del valore dell'economia non osservata di questa terra "babba". Chissà cosa genera come valore aggiunto l'intera filiera della cocaina?

In conclusione, una "economia non osservata" che produce un valore aggiunto di  1,1 miliardi di euro l'anno, può essere gestita da personaggi grezzi e aggressivi e/o da alcuni immigrati che non hanno nulla da perdere? E' ovvio che no! Questi sono gli sfruttati, quelli che mettono a disposizione la loro capacità di manovali del crimine in cambio di un "salario". Per gestire questa massa di soldi serve una classe dominante che oltre a possedere i mezzi di produzione sa anche gestire gli introiti illegali facendoli transitare in sistemi di riciclaggio raffinati, come le banche clandestine cinesi (8) o nelle economie pulite, e poi, grazie a ciò, ottenere potere politico e controllo sociale sul territorio. Di questi, ad oggi, non si è mai parlato, non esistono, e se qualcuno prova ad aprire una discussione, un dibattito, viene subito tacciato di "fare filosofia". I dati dell'ISTAT, le inchieste, le relazioni del Ministero, gli articoli e le analisi fatte, raccontano una "babbitudine" che molti vogliono volutamente ignorare. Tutto ciò è ben lontano dal filosofeggiare. 







(8)https://www.lasicilia.it/news/cronaca/2020045/maxi-frode-grazie-ad-una-banca-clandestina-perquisizioni-e-sequestri-anche-a-ragusa.html

L'immagine allegata è tratta da Google Immagini

 









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