In Sicilia nulla accade per caso. Tutto è pianificato dal potere, anche il disordine, soprattutto il disordine.
La vicenda del fermo dell’autotrasporto forse ne è la dimostrazione. Ma provo ad andare per ordine. Salvatore Bella, presidente e capo indiscusso dell’A.I.Tras (Associazione Italiana Trasportatori) annuncia, per l’ennesima volta, il blocco dell’autotrasporto dal 16 al 20 di ottobre. La motivazione è più che legittima: il caro gasolio, accompagnato da una serie di rivendicazioni di cui parlerò dopo. Salvatore Bella però è anche il coordinatore del Comitato Trasportatori Siciliani, una sigla nata poco tempo fa, che raccoglie tutte le grandi imprese della logistica dell’isola. Molte di queste sono catanesi e pare siano associate pure a Confindustria Catania. Ma non finisce qui, Salvatore Bella non è solo un sindacalista, è anche un dirigente politico di punta della Lega. Pare sia uno stretto collaboratore del commissario regionale del partito di Salvini, il senatore Nino Germanà e del vicepresidente della regione Luca Sammartino. Infatti, poche ore dopo l’inizio del blocco, guada caso, il leghista Luca Sammartino è già a Roma al cospetto del ministro dei trasporti Matteo Salvini. Insieme a lui c’è anche il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno di fratelli d’Italia. I due deputati catanesi sottopongono all’attenzione del ministro la piattaforma del CTS. A pensar male si fa peccato, però pare proprio che tutto fosse già organizzato nei minimi particolari. Generalmente quando parte una vertenza dopo alcuni giorni di manifestazione si viene ricevuti dal governo o dalle istituzioni preposte. In questo caso no! Tutto è stato consumato in poche ore, ottenendo pure un risultato. Il ministro aveva convocato per il 27 ottobre tutte le organizzazioni di categoria, anche quelle non aderenti al fermo. Su richiesta di Sammartino e Galvagno, spinti dal CTS, tutto viene anticipato al 20 di ottobre. Come da copione segue un video di giubilo pubblicato sui social dal coordinatore leghista Bella, seguito da un comunicato stampa ricco di enfasi: “si esprime il proprio ringraziamento al Presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, e al Vicepresidente, Luca Sammartino, per essersi recati a Roma a difendere la causa della categoria. Grazie al loro intervento, una delegazione parteciperà al tavolo convocato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, 𝐢𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚̀ 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞”.
Quindi tutto risolto, le proposte saranno accolte a prescindere. Che velocità! Che precisione! Che efficienza! Tutto in meno di 24 ore dall’inizio del fermo. Ma all’incontro col ministro cosa chiederà il CTS?
• Erogazione dei fondi per il Sea Modal Shift (SMS) o mare bonus relativi alle annualità 2023/2024 e 2025/2026, per un valore di circa 104 milioni di euro. E’ un contributo sostanzioso per chi esercita il trasporto gomma mare.
• Incremento dei fondi del SMS, con ulteriori 70 milioni di euro per la terza annualità (2026/2027).
• Sblocco immediato di 430 milioni di euro relativi al credito d’imposta sul gasolio riferiti alle domande già presentate, che devono essere rese subito spendibili nel cassetto fiscale.
• Finanziamenti aggiuntivi: stanziamento di ulteriori 400 milioni di euro per coprire i mesi rimasti ancora privi di tutele (almeno 4 mesi).
𝐓𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐟𝐥𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨. Molte di queste operano nell’hinterland catanese e sono legate a Confindustria Catania. Infatti, in un primo momento, proprio l’associazione etnea aderiva al blocco proclamato dal CTS, poi, probabilmente richiamata all’ordine, ha fatto marcia indietro, ma le imprese ad essa associate no. La massa di denaro pubblico che queste attività richiedono tramite il CTS - e che a breve riceveranno - mette in evidenza un fatto: queste grandi imprese operano perché fortemente assistite. Ciò che chiedono spetta solo in minima parte alle tantissime microimprese del settore, le uniche attività messe veramente in difficoltà dalla crisi del caro carburante. Quest’onda di contributi pubblici appena verrà immediatamente concessa dal governo nazionale farà aumentare la capacità finanziaria delle grandi flotte e, come successo altre volte, queste potranno avviare un ribasso del costo dei trasporti con tariffe fuori mercato e quindi creare ulteriori difficoltà economiche alle piccole e medie imprese del settore, le uniche che vivono di lavoro e non esclusivamente di sostanziosi contributi pubblici. A questo punto sorgono delle domande:
Il CTS è la cinghia di trasmissione di un pezzo del centrodestra, in primis la lega?
Sammartino e Galvagno, entrambi deputati regionali catanesi, viste le diverse competizioni elettorali alle porte potevano ignorare le eventuali esigenze finanziarie di alcune grandi imprese della logistica etnea?
Il ministro Salvini non aveva tempo per incontrare le altre organizzazioni tant’è che le aveva convocate per il 27 di ottobre: come mai in poche ore ha trovato tempo e disponibilità?
Domande che alimentano altri dubbi: ma questo blocco melodrammatico è stato organizzato solo per le esigenze economiche di pochi a discapito dei veri problemi del settore? Nelle loro rivendicazioni non si parla delle condizioni delle strade e delle autostrade siciliane. Non una parola sulla mancanza di servizi per chi svolge questo lavoro in Sicilia. Non una parola sullo schema di decreto regionale che assegna l'80% dei fondi alle grandi flotte e il 20% ai piccoli. Al CTS pare interessi solo l'assistenza finanziaria alle grandi flotte. Un intera regione viene bloccata per e con la forza per le esigenze di pochi?
Dopo giorno 20 capiremo se tutto questo è stato realmente una farsa. Rimane comunque in piedi un concetto:
𝐈𝐧 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐬𝐨. 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞.
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