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venerdì 1 maggio 2026

CIAO NINO



Nino Cavallo, storico dirigente della CNA, ha lasciato questa terra. Lo conobbi nell'autunno del 1996, io appena trentenne e da poco dentro l'organizzazione e lui già maturo dirigente regionale. Non ho mai condiviso molto la sua idea di organizzazione, ma parlare con lui, confrontarsi sui temi che riguardavano quel mondo fatto di piccole e micro imprese,  che provavamo e proviamo a rappresentare, era sempre stimolante. Con un garbo quasi paterno e con una semplicità che appianava ogni ostilità riusciva a sciogliere "nodi intricati". Da tempo manifestava l'idea del ricambio generazionale nell'artigianato, lo riteneva una sfida cruciale non solo per garantire continuità al settore ma soprattutto per impedire che i giovani abbandonassero il nostro territorio. Questa sua idea era diventata un cruccio, ne parlava sempre. Pochi mesi fa la mise nero su bianco. Più che un testamento è un garbato e accorato incarico che voglio pubblicare, non solo e non tanto per ricordare la sua figura ma come un utile promemoria politico per chi avrà la voglia e il piacere di leggerlo. Ciao Nì.

"Diffondere la condivisone di conoscenze ed esperienze tra pensionati e giovani per rilanciare il capitale umano, sociale ed economico del nostro Paese, Questo è l'obbiettivo di questo documento. La tecnologia è lo strumento per promuovere il confronto tra generazioni. Gli anziani tornano a scuola per imparare dai nativi digitali a familiarizzare con le nuove tecnologie, in cambio possono mettere nelle mani dei ragazzi conoscenza e sapere dei mestieri artigiani per rivalorizzarli e farli vivere in chiave moderna. Questo progetto, se riusciamo a sostenerlo avrà una potenza innovativa e dirompente, soprattutto perché indica il sentiero dentro il quale incamminarsi per lo sviluppo del nostro Paese. Una collaborazione intergenerazionale proficua, solidale e intelligente, una collaborazione che superi quel falso conflitto generazionale distruttivo, che sembra sia stato progettato negli ultimi anni da politiche poco lungimiranti o comunque con comunicazioni negative per mettere in contrasto le esigenze degli anziani e dei ragazzi. Questo progetto mira, insieme alle nuove generazioni, a diffondere la cultura dell'artigianato e della legalità, elemento indispensabile per la sopravvivenza delle imprese e di conseguenza della società. Voi ragazzi siete un patrimonio preziosissimo che nell'era digitale rappresenta un asso nella manica da giocare per vincere la sfida nel mondo della globalizzazione, sempre pronti a cogliere le sfide del cambiamento, sempre aperti al ricambio generazionale. Noi anziani siamo chiamati ad assumerci la nostra responsabilità e quindi a metterci in gioco cooperando ed elaborando progetti ambiziosi che indichino nuove strade da percorrere insieme. Siamo davanti ad una situazione di transizione con chiari e scuri che ha messo in discussione assetti e modi di pensare consolidati. Attori in campo ritenuti infallibili hanno rivelato improvvisa e imprevista fragilità. Hanno mostrato la loro vulnerabilità anteponendo all'interesse generale l'interesse personale. Un esasperato individualismo che, troppo spesso, ci impedisce di giocare in una squadra dove ogni singolo giocatore, se pur straordinariamente bravo, da il  meglio di sé solo se riesce a coordinarsi con l'interesse generale del gruppo. Qualcuno diceva: se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme agli altri.BUON LAVORO!


1 commento:

  1. Un galantuomo, una persona dall'animo straordinariamente buono, un dirigente del movimento artigiano

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