L'unica
economica che non conosce crisi è quella criminale. Per questo
motivo il contrasto alla criminalità organizzata deve diventare
questione fondamentale. Soprattutto il tema dell'impresa criminale: è tra le cose principali da affrontare. Le tante attività possedute
dalla criminalità sono capaci di vincere ogni concorrenza e di
aggravare le condizioni economiche di chi opera nella legalità.
Questa lotta non può essere delegata esclusivamente ai giudici e
alle polizie. Le parrocchie, le associazioni del volontariato, i
professionisti, la società civile di questa città, se hanno un
ruolo, devono darsi una mossa. E' stato festeggiato il primo anno di
attività dell'Associazione Antiracket, dopo aver superato il
rodaggio adesso si vuole puntare alle sfide vere. Un'associazione che
non riesce a produrre denunce non è un'associazione. Certo, è molto
più semplice ostentare il proprio pedigree di antimafiosi
partecipando a tavole rotonde o sostenendo iniziative. Ma qui, prima di avviare forme di contrasto all'economia criminale,serve svegliare le coscienze di una città
che ha subito e subisce in silenzio i costi della criminalità,
che sono anche costi umani. L'omicidio Brandimarte è solo
l'ultimo esempio. Qualcuno stupidamente dice: “si ammazzano tra di
loro”, ma questo non è possibile dirlo, non dovrebbe neanche
essere pensato, perché una società s'impoverisce soprattutto
quando diventa spettatrice di un crimine come un omicidio. La più
grande minaccia che sta vivendo questa città è non vedere quello
che è chiaramente visibile. Non vede quando si spara, non vede
quando si affermano certe dinamiche economiche. Vittoria, può sembrare paradossale, ma anche grazie a questa crisi dovrebbe essere una città gonfia di sdegno. Invece poco, quasi nulla, una tranquillità tempestosa. Sembriamo
anime spente prima che corpi. Chiedo
a me stesso e ai miei concittadini come ce la immaginiamo Vittoria?
Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in
silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che
riescono a rimanere credibili. A tutti coloro che fanno bene il loro
lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in
qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone, che sono “la
maggioranza silenziosa” chiedo: come vi immaginate Vittoria? La
chiesa locale potrebbe avere un ruolo, potrebbe svegliare le
coscienze di tanti. Potrebbe, ma non lo fa. Mi chiedo e chiedo: serve
affollare le chiese se poi si resta indifferenti rispetto a quello
che accade attorno a noi? … C'è
veramente tanto da fare … non so cosa si riuscirà a fare, ma urge
iniziare. Se non ora, quando?
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lunedì 9 febbraio 2015
venerdì 16 gennaio 2015
Un preoccupante omicidio 4 (fine)
I
corleonesi cominciarono con i camion. Nel dopoguerra il governo
militare alleato aveva concesso a Michele Navarra - capomafia di
Corleone - il diritto di raccogliere e gestire i veicoli militari
abbandonati dall'esercito Italiano. Navarra usò questi mezzi per
avviare una società di autotrasporti per operazioni di vario tipo:
trasporto alimenti, movimento terra , trasporto materiale, ma
soprattutto tante operazioni illegali. La criminalità economica ha
avuto sempre un debole per i trasporti su gomma e guardando i dati si
capisce subito perché. In Italia, ancora oggi, circa il 90% delle
merci viaggia sui camion. Ogni giorno una moltitudine di tir
attraversano in lungo e in largo la penisola. Controllare queste
carovane significa controllare l'economia del Paese. E' il settore
strategico per eccellenza. I clan lo sanno da sempre, pertanto, nel
tempo, hanno imposto le loro regole. Dal Mercato di Vittoria ogni
giorno partono in media da 200 a 300 camion, una convoglio
consistente, significativo, che mette in contatto Vittoria con
diversi centri del Sud, del Centro, del Nord Italia e dell'Europa. Le
rotte commerciali di questi tir fanno gola a tal punto che mafia,
camorra e 'ndragheta si sono messe d'accordo. (Forse oltre
l'ortofrutta si fa viaggiare qualcos'altro?). La DIA di Napoli, con
l'operazione “Sud Pontino” (2010), ha dimostrato che esiste un
cartello tra mafia, camorra, 'ndrangheta (quest'ultima ha un ruolo di
primo piano). In particolare gran parte del trasporto
dell’ortofrutta su gomma funzionerebbe secondo un regime
monopolistico malavitoso e Vittoria, assieme ai mercati di Fondi,
Giugliano, Aversa, Parete, Trentola Ducenta, Palermo, Catania,
Marsala e Gela, non sfuggirebbe a tale logica. Qui, oltre a capire
come funziona la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli,
servirebbe capire qual è la vera funzione del trasporto. Ma c'è
dell'altro. “Dominare” il settore autotrasporti, significa anche
avere accesso alle tante agevolazioni del settore. Leggendo il
dossier della DDA di Catania in merito all'operazione “Caronte”
del novembre scorso (anche qui mafia, camorra e 'ndragheta insieme
appassionatamente), a pag 42 del provvedimento si legge: «Le
indagini svolte hanno acclarato che gli affari di cosa
nostra catanese tendono ad interessare anche settori di contorno
rispetto a quello dei trasporti, quale quello politico
della erogazione di incentivi agli autotrasportatori che abbiano
incrementato l’utilizzo delle cosiddette autostrade del mare».
Ma guarda un po, i soldi pubblici fanno scattare la vocazione
ambientalista alle mafie. Infatti, il Dpr 265/2006 riconosce eco
bonus alle imprese di autotrasporto che incrementano la
movimentazione merci intermodale, con particolare riferimento
all’utilizzazione della modalità marittima al posto di quella
stradale. Ma anche la regione Sicilia ha una norma - la legge
regionale 11/2004 - che regola l’erogazione di incentivi agli
autotrasportatori che praticano il trasporto intermodale per le merci
avvalendosi delle autostrade del mare. L'incentivo siciliano funziona
a meraviglia, viene erogato ogni tre mesi ed è commisurato alle
dimensioni degli automezzi. Può essere corrisposto o ai singoli
autotrasportatori, o ai consorzi (iscritti in appositi albi
regionali), oppure agli armatori delle navi, i quali, ricevuti i
cosiddetti “buoni di detrazione” (utilizzabili come mezzo di
pagamento, parziale o totale, del nolo marittimo per l’imbarco di
mezzi pesanti) da parte degli autotrasportatori, li devono poi
presentare alla Regione che provvederà alla liquidazione.
L’ammontare dell’incentivo, poi, si compone di una parte fissa e
di una parte variabile, legata quest’ultima all’entità
dell’incremento effettivo dell’utilizzo delle tratte marittime da
parte del beneficiario. La cosa interessante è che gli incentivi
regionali non sono cumulabili con quelli statali. Si “acchiappa”
con Roma e con Palermo. Siamo sempre li: camion e porti, porti e
camion, controllo delle economie e tanti soldi pubblici. Una vera
cuccagna.
Ricapitoliamo:
gestire l'autotrasporto significa governare le diverse economie, far
viaggiare i propri interessi e accedere a finanziamenti pubblici
significativi. I più bravi in questo tipo di conduzione sono
diventati i calabresi i quali non fanno la guerra ma spartiscono
perché c'è sbobba per tutti. Quindi: cosa ci faceva Brandimarte
a Vittoria?
giovedì 8 gennaio 2015
Il Rinascimento che verrà (?)
All’aereoporto di Catania in questo periodo incontri più amici che
in una via del centro cittadino. Ho fatto compagnia ad un amico che
doveva accompagnare suo figlio. Purtroppo quando finiscono le feste
l’area partenze dello scalo catanese assomiglia più alla
sala dello sconforto. Quella luce al neon, forte, brillante,
fastidiosa, che esalta i colori delle tante pubblicità appese ovunque, ricche di fascino femminile, sembra dissolversi, rende tutto
molto triste, fa da contorno ad un ritratto malinconico creato dal
distacco di tante persone che conosci. La separazione di tanti amici
con cui hai condiviso gli anni più belli. Li guardi di spalla mentre
fanno check in e ti auspichi che non si girino per non dare un
appiglio alla rabbia, alla nostalgia. Loro partono e io ho la
sensazione di vedere la mia terra, la mia vita che
perde pezzi. I ricordi affiorano, senti voci, risate, feste … una
volta eravamo pieni di sogni e di speranze adesso siamo tutti sparsi
per il mondo. C'è Giovanni che non riusciva ad
arrivare a fine mese e a Londra
dirige uno dei ristoranti più noti della City. C'è Luca
che qui brancolava tra un contratto a
termine e un co.co.pro con l’università mentre in Germania ha
subito iniziato ad lavorare in un prestigioso centro ricerche. C'è
Angela che si era ridotta a lavorare in un call
center. Oggi ha un contratto con una impresa immobiliare a Barcellona
C’è Franco che sognava di progettare la città
del futuro e oggi collabora in uno studio d'architettura di Parigi,
mentre qui i progetti li affidano ai figli degli amici. All'inizio
li definivo dei vigliacchi, dei traditori perché si erano arresi,
perché mi hanno lasciato “solo”. Poi riflettendo mi sono reso
conto che ero ingiusto e ingeneroso nei loro confronti. La vita non
ti da molte possibilità, non puoi aspettare sempre, se non agguanti
qualcosa le tue aspettative diventano rimorsi. Per questo mi sono
convinto, sempre più, che loro non hanno tradito un bel niente, sono
stati traditi dalla loro terra. Chissà che Rinascimento
sarebbe se un giorno tutti potessero tornare. Certo, bisogna
preparare il momento di questo ritorno … ma serve qualcuno in grado
di prepararlo.
P.s. I nomi sono immaginari ma le storie sono vere e non riguardano solo cittadini vittoriesi.
sabato 3 gennaio 2015
Privo di titolo (fate voi).
giovedì 1 gennaio 2015
BUON ANNO
Nel
Sud Est, o nel Far Sud - come lo chiamava Bufalino - , ci abituiamo
alle cose negative in modo naturale. Questa consuetudine è la più
indegna delle infermità. Ci fa gradire qualsiasi avversità,
qualsiasi male. Per consuetudine, per abitudine, rispettiamo i furbi
- “i sperti” - e i violenti, così impariamo a subire
prevaricazioni, a soffrire in silenzio. Insomma, ci rassegniamo allo
schifo. La consuetudine è la droga più brutale, perché entra in
noi gradualmente, cresce nutrendosi della nostra incoscienza, e
quando scopriamo d'averla addosso ogni tessuto del nostro cervello,
del nostro corpo si è già adattato, ogni azione è già vincolata,
non esiste più rimedio che possa farci recuperare. Tutto diventa
normalità. Certo, a volte ci sono fatti che ci scuotono e ci fanno
uscire dal torpore, dall'oblio, in cui ci siamo cacciati. Allora, e
solo allora, interviene il chiacchierone di turno che prova a
immergere le nostre teste di nuovo nella sabbia. Quasi sempre ci
riesce. Il mio augurio più grande per tutti è che il 2015 ci dia
una scossa e ci faccia capire che ciò che vediamo è una normalità
inquinata, ingiusta, errata. Cambiare le cose è possibile dobbiamo
cominciare a sentirci offesi da certe azioni, da certi comportamenti,
da certe dichiarazioni. Meritiamo molto più di quello a cui ci hanno
abituato.
AUGURI
SINCERI DI BUON ANNO
domenica 28 dicembre 2014
Un preoccupante omicidio 3
Omicidio
Brandimarte, smorzati i riflettori tutto è tornato lentamente come
prima. La vita va avanti e certe cose, soprattutto quelle scomode e
imbarazzanti, si devono rimuovere con calma, con cura. La regola è
semplice: fare scemare la cosa fino a non parlarne più. Così tra
silenzi, paure e dimenticanze varie l'economia criminale del Sud Est
siciliano continua a riorganizzarsi indisturbata. Il motore del suo
sviluppo? La droga. Per la criminalità controllare il traffico degli
stupefacenti è fondamentale, è il generatore di tutta la liquidità
necessaria per fare investimenti, per rilevare imprese travolte dalla
crisi, per “offrire” sostegno economico. L'organizzazione
migliore in questo tipo d'impresa è la 'ndragheta: per la
compattezza della sua struttura, per l’enorme disponibilità di
denaro, per le sue accertate capacità criminali e per il livello di
controllo del territorio che è capace di esprimere. Brandimarte era
uomo di spicco della 'ndragheta, legato alla cosca dei Piromalli, e
la provincia di Ragusa si presta a certe caratteristiche. La droga è
il nuovo petrolio, genera tanta liquidità più del racket. I suoi oledotti sono i tir, i container, le persone. Il porto di
Pozzallo, il mercato ortofrutticolo di Vittoria e per ultimo
l'aeroporto di Comiso (non è da sottovalutare nemmeno il porto
turistico di Marina di Ragusa) sono strutture da dove partono e
arrivano persone, barche, tir container. La 'ndragheta è interessata
a “gestire” queste opere? Una cosa è certa, le nuove strategie
della criminalità economica sono perfettamente in linea con le regole
della globalizzazione: fare sistema, sviluppare economia di scala
affidando la gestione ai migliori. I profitti realizzati, sfruttando
il territorio, vengono quasi prevalentemente reinvestiti nei paradisi
fiscali. Anche qui i più bravi sono i calabresi. Infatti secondo la Direzione
Centrale per i Servizi Antidroga la 'ndragheta ha l'egemonia nel
«traffico
internazionale di droga, grazie ai canali diretti di
approvvigionamento dai Paesi del Sudamerica e alla dimostrata abilità
nel gestire complessi sistemi di riciclaggio». Guarda
caso a poche miglia dalla nostra costa esiste uno dei migliori
paradisi fiscali. Malta. E guarda caso pare che anche qui i Piromalli abbiano qualche "affare". Basta scrivere su Google “Malta offshore”
compaiono una serie di siti. Aprendone uno a caso
(http://societaoffshore.org/malta)
si trova scritto: Lo
stato di Malta gode di un sistema fiscale molto vantaggioso: le
aliquote applicate sono tra le più basse del vecchio continente e le
procedure amministrative risultano molto semplici da espletare. Negli
ultimi anni questa giurisdizione si è contraddistinta per l’apertura
del proprio sistema fiscale alla cooperazione internazionale così da
garantirsi l’inserimento nella White List: questo fattore però non
deve trarre in inganno gli investitori perché comunque Malta resta
una delle migliori mete per l'offoshore (imprese
fittizie usate per nasconderne, denaro e occultare proprietà).
Insomma, pare che Malta, per la sua posizione geografica, sia un'ottima
piazza dove investire denaro contante. Tutto questo è un caso o una precisa volontà? Ma la
domanda che deve sempre rimanere al centro del dibattito è: cosa ci
faceva Brandimarte a Vittoria?
La
storia continua
giovedì 18 dicembre 2014
Un preoccupante omicidio 2
L'omicidio Brandimarte ha aperto un nuovo squarcio in questa città. Tutti sono straniti dal fatto che un esponente di primo piano della 'ndrangheta calabrese fosse a Vittoria. Ma i legami con la 'ndrangheta questo territorio c'è li ha da tempo. A pag 103 della relazione annuale 2008 della DNA (Direzione Nazionale Antimafia n.d.r.) si legge:
“...
acquisizioni investigative confermano i collegamenti operativi
per il controllo delle attività di trasporto e di confezionamento
dei prodotti ortofrutticoli fra soggetti legati alle organizzazioni
criminali della camorra, della ’ndrangheta e di cosa nostra,
operanti nei mercati ortofrutticoli di Fondi e di Vittoria”.
Nella
stessa relazione poi a pag 473 c'è scritto:
“Nel
corso di una riunione tenutasi il 30 gennaio 2008 fra i magistrati
della DNA sono state esaminate alcune segnalazioni di infiltrazioni
mafiose nei mercati ortofrutticoli di Vittoria, di Fondi e di Milano,
rilevando che sarebbe stato necessario acquisire ulteriori, più
complete e dettagliate notizie e informazioni sul fenomeno
denunciato, al fine di consentire al PNA(
Procuratoe Nazionale Antimafia n.d.r.)
di adottare adeguate iniziative finalizzate al compimento di un atto
di impulso che permettesse alle direzioni distrettuali antimafia di
sviluppare compiutamente le necessarie indagini. Si concordava
altresì sull’utilità di effettuare un monitoraggio per accertare
se e quante indagini esistessero presso le varie DDA in materia di
infiltrazione mafiosa nei mercati e ciò in vista di un’ulteriore
approfondimento da delegare agli organismi specializzati di polizia
giudiziaria. Effettuato il monitoraggio indicato, si è tenuta presso
la DNA un’altra riunione il
18-6-2008; all’esito della quale il PNA dettava delle direttive, in
attuazione delle quali veniva invitata la DIA a compendiare in una
breve informativa le acquisizioni investigative riguardanti i
collegamenti operativi per il controllo delle attività di trasporto
e di confezionamento dei prodotti ortofrutticoli fra soggetti legati
alle organizzazioni criminali della “camorra”, della “ndrangheta”
e di “cosa nostra”, operanti nei mercati ortofrutticoli di Fondi
e di Vittoria, nonché
di predisporre un progetto di protocollo investigativo per sviluppare
ulteriormente le indagini in questione al fine di verificare le
ipotesi investigative formulate nel corso della riunione suddetta.
Progetto di protocollo da sottoporre
ovviamente all’esame delle direzioni distrettuali antimafia di
Roma, di Napoli, di Reggio Calabria, di Caltanissetta e di Catania
nel corso di una riunione da convocare presso la Direzione Nazionale
Antimafia”.
Ogni
giorno da Vittoria partono in media 200 TIR per varie zone d'Italia e
d'Europa. Sono forse le rotte commerciali dei TIR che hanno attratto, nel nostro territorio, una
delle famiglie più potenti della 'ndragheta?
to be continued
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