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venerdì 25 aprile 2025

25 APRILE: RICORDARE I PARTIGIANI DI VITTORIA.


Foto presa da Google Immagini

Il 25 Aprile ha segnato, segna e  segnerà sempre, in modo chiaro e inequivocabile, il confine tra la fine delle barbarie e l'inizio della civiltà. Questa data, ma più in generale la Resistenza, ci ha ridato la gioia e l'orgoglio di essere italiani. Tutto questo è stato determinato dai partigiani, persone che hanno combattuto volontariamente contro l'inciviltà e la ferocia del nazifascismo. Va detto che tanti furono i partigiani siciliani impegnati a combattere in tantissime aree del Nord Italia. Donne e uomini, anche della nostra città, fecero la Resistenza combattendo e sconfiggendochi voleva imporre il concetto disumano di "superiorità" con le persecuzioni, gli arresti, le torture, fino ad arrivare all'uso delle camere a gas e dei forni crematori.

Già lo scorso anno avevo ricordato il nome di una donna partigiana di Vittoria, Giuseppina Di Guardo, che combatté con le Squadre di Azione Patriottica (SAP) in Emilia Romagna.  Quest'anno - grazie ad una ricerca guidata dal prof. Claudio Dellavalle (già ordinario di storia contemporanea presso l'università di Torino) e dagli Istituti storici della Resistenza del Piemonte, in collaborazione con il Ministero della Difesa -  segnalo una banca dati informatica che raccoglie 108.421 nomi di partigiani, combattenti, patrioti e benemeriti che hanno svolto attività durante la lotta di Liberazione in Piemonte (regione dove la Resistenza fu più tenace e combattiva), di questi, 34, sono di origine vittoriese.

Ripeto: 34 persone di Vittoria, tra il 1943 e il 1945, hanno combattuto nel territorio piemontese contro i nazifascisti. In questo “motore di ricerca” si possono consultare le schede personali di questi nostri “compaesani”. Ogni scheda comprende, oltre ai dati anagrafici, il nome di battaglia e la qualifica (partigiano, patriota, benemerito), l'indicazione delle formazioni di appartenenza con i relativi periodi, la professione, la carriera militare precedente l'8 settembre 1943, l'eventuale appartenenza alle formazioni della Rsi, i gradi partigiani, le ferite ed eventuali dati su decesso, cattura e deportazione. Per chi volesse consultarli allego di seguito l’indirizzo. 

Da una prima verifica (vorrei sinceramente sbagliarmi) pare che a Vittoria, sia di Giuseppina Di Guardo quanto di queste 34 persone, non esista memoria alcuna.  Se il fascismo è stato (ed è) la barbarica volontà di potere di una élite corrotta e improduttiva, il cui fine è stato (ed è) quello  di schiacciare - anche con la violenza - il lavoro produttivo per sostenere la rendita finanziaria e il parassitismo burocratico dello Stato; le persone che lo hanno combattuto non possono essere dimenticate o peggio ignorate. Se dopo 80 anni il “mostro”, con "sobrietà", ha ripreso forma significa che il valore della Resistenza si è perso, non è più la virtù su cui si è fondata la Repubblica e la democrazia italiana. Recuperare la memoria, essere militanti della memoria, non è più doveroso, è obbligatorio...perché la memoria è l'unico vaccino della democrazia.

P.s. se il link allegato non si apre provare con quest'altro indirizzo http://intranet.istoreto.it/partigianato/default.asp, poi cliccare su "Accedi alla ricerca del PARTIGINATO PIEMONTESE" digitare il comune di nascita e la provincia e si apre l'elenco.

mercoledì 24 aprile 2024

LA RESISTENZA (POCO CONOSCIUTA) DEI TANTI PARTIGIANI DELLA PROVINCIA RAGUSA. LA MEMORIA E' FUTURO

Foto di Marcello Bianca

Il 25 Aprile è uno spartiacque, segna l'inizio della nostra democrazia che nasce grazie alla Resistenza. La popolazione siciliana in tutto questo quale ruolo ha avuto? Quanti sono stati i partigiani siciliani direttamente impegnati a contrastare il nazifascismo nei luoghi di combattimento? Si pensa sempre che la lotta al nazifascismo sia stata fatta esclusivamente da persone del Centro Nord e invece non è stato così. Intanto, è giusto sapere, che tra luglio e agosto del 1943 in diverse zone dell'area etnea, del messinese, ma anche dell'agrigentino, parte della popolazione civile si ribellò alle prepotenze e alle razzie dei tedeschi che si ritiravano a seguito dello sbarco degli alleati e per questo decine di persone furono ammazzate. Il professore Rosario Mangiameli, che è stato docente di storia contemporanea all'Università di Catania, ci dice che in Sicilia tra Luglio e Agosto del '43 i nazifascisti, durante la fuga, compirono 18 stragi con oltre 60 vittime.  Non dovrebbe essere difficile ammettere che le prime sacche di Resistenza sono nate in Sicilia. Ma a questa pagina di storia, poco considerata, di lotta al nazifascismo ne va aggiunta un'altra. Numerose migliaia di siciliani furono partigiani impegnati a combattere in tantissime aree del Nord Italia. Molti anche fuori dai confini italiani. Sono stati uomini e donne che in tutte le maniere fecero Resistenza, con le armi o assistendo chi combatteva, per sconfiggere chi voleva imporre il concetto disumano di  “razza eletta”.  Facendo alcune ricerche sono riuscito a trovare più di 2.000 nomi di partigiani siciliani. L'elenco che ho trovato è sicuramente incompleto, saranno molti di più, Da questa lista ho estrapolato 62 nominativi, tutti della provincia di Ragusa.  62 persone, alcune note, tante sconosciute, di cui si è persa memoria. Persone semplici che con coraggio, forza e determinazione hanno fatto quello che era giusto fare. Tra queste vi è una donna di Vittoria, Giuseppina Di Guardo, che combatté con le Squadre d'Azione Patriottica in Emilia Romagna. Esiste una via, un vicolo, una piazza che ricordi questa donna? Se non c'è non sarebbe il caso di farlo? Se da un lato è calato l'oblio dall'altro si rivalutano figure come quella del gerarca Biagio Pace, a cui si vuole dedicare il museo archeologico di Ragusa. Ciclicamente rispunta la voglia di istallare la statua - un colosso - del gerarca Filippo Pennavaria. Con disinvoltura si parla del gerarca Dionisio Moltisanti come di un "fascista pacioso". Di fronte a questi ritorni di "fiamma" i nomi di molti nostri conterranei che hanno combattuto per la libertà sono stati ignorati o peggio sono caduti immeritatamente nell'indifferenza.

Pubblico i nomi di queste persone, con brevi riferimenti che caratterizzano ogni singolo resistente,   per provare a riattivare una memoria che crei, finalmente, una coscienza che duri nel tempo. La memoria non ha senso se è solo capace di guardare al passato, ha senso se è capace di determinare il presente e il futuro.

ALFIERO Francesco nato a Scicli il 18/2/1920, partigiano combattente, 2° div. Garibaldi Redi”- 10°brigata. Nome di battaglia “Rocco”.

AMORE Nunzio nato a Comiso il 10/06/ 1906, carabiniere. Partigiano nell’area di Forlì- Cesena da dicembre 1943, Gruppo SAP.

ARABITO Guido nato a Ragusa il 9/07/1912. Partigiano in Emilia Romagna – Appennino piacentino– dal novembre 1944, 59a Brigata Caio.

ASTA Francesco nato a Scicli soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria – disperso (morto) a Cefalonia l’8 settembre 1943 durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

BAGLIERI Giuseppe nato a Ispica il 22/07/1915, Esercito carabiniere. Partigiano in Piemonte da 26 giugno 1944, 6° Divisione GL Comando, nome di battaglia “Bandiera”.

BATTAGLIA Salvatore nato a Vittoria (Rg) il 5/10/1922, patriota, 1° div. Garibaldi “Varalli”-82° brigata “Osella”, detto “Salvatore”.

BERTINI Giorgio nato a Ibla (Ragusa) il 21/07/1899, Esercito medico chirurgo. Partigiano nell’area di Forlì – Cesena, da giugno 1944, 8a Brigata Garibaldi. Nome di battaglia “Dottore”.

BLANCO Biagio nato a Comiso il 10 febbraio 1923, operativo nella Divisione Garibaldi Natisone Brgt. Garibaldi Trieste Btg. 1° ( Friuli-Jugoslavia).

BLUNDO Carmelo nato a Scicli il 13/11/1912. Partigiano nel Lazio da ottobre 1943, Banda Carabinieri Caruso/Fmcr ( Fronte clandestino dei carabinieri dei carabinieri).

BRAFA Rosario nato a Modica il 28/07/1922, soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria, morto a Cefalonia il 23 settembre 1943 durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

BRANCATI Antonio Nato a Ispica il 21 dicembre 1920, allievo ufficiale di Fanteria. Partigiano dal 1 marzo 1944 del “Gruppo di Organizzazione” del Comitato Militare di Grosseto, di stanza a Monte Bottigli. Catturato e fucilato il 22 marzo 1944 a Maiano Lavacchio ( Grosseto).

BUCCELLATO Francesco nato a Vittoria il 5/03/1915, avvocato, tenente. Partigiano a Roma dal 16 settembre 1943 Banda Isolato, catturato dai tedeschi.

CACCOMO Angelo nato a Modica il 13/02/1916, Esercito Artiglieria. Partigiano in Piemonte da giugno 1944, formazione: 19° Brigata Garibaldi, 18° Brigata Garibaldi, nome di battaglia “Angelo”.

CALABRESE Giovanni nato a Modica il 29/11/1920, soldato 8° Reggimento Genio – Divisione Partigiana Garibaldi, operante, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, contro i tedeschi in Montenegro / Iugoslavia.

CASELLA Salvatore nato a Modica il 13/05/1918, tenente 84° Reggimento Fanteria – Divisione Partigiana Garibaldi, operante dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 contro i nazisti in Montenegro/ Jugoslavia. Medaglia di bronzo.

CASSISI Francesco nato a Pozzallo il 20/06/1919, soldato del Battaglione Genio Divisione Taurinense, diventata Divisione Partigiana Garibaldi dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

CROLLALANZA Giacomo Nato a Modica il 17-08-1917, sottotenente dell’Accademia militare di Modena, della 31 Brg. “Forni” – Parma, nome di battaglia Pablo, poi Comandante della 37 Brg. Garibaldi , dirigente della struttura di Resistenza nel parmense, caduto il 17 ottobre 1944 a Bosco di Corniglio (Pr). Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

CUTELLI Salvatore Nato a Chiaramonte Gulfi, 1894. Maggiore del 58° Reggimento d’Artiglieria della Divisione Legnano. Dopo l’8 settembre nella zona di Chieti organizzò una formazione partigiana, la “Banda Palombaro”. Catturato e fucilato a Bussi ( Chieti) il 14 dicembre 1943.

DELL’ALI Pietro di Pietro, nato a Modica l’11/1/1918, partigiano combattente 3° div. Garibaldi “Pajetta”- 81°brigata “Volante Loss” (Piemonte).

D’ANGELO Vito nato a Chiaramonte Gulfi il 8/01/1918, studente. Partigiano in Piemonte da 15/10/1944, 1° Divisione Langhe, nome di battaglia “Ninni”.

DI GIACOMO Giovanni nato a Comiso il 31/10/1921, soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria, disperso (morto) il 22 settembre 1943 a Cefalonia durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

DI GUARDO Giuseppina nata a Vittoria il 10/12/1920, impiegata, Partigiana in Emilia Romagna – Appennino piacentino – dal novembre 1944, SAP Borotti.

DI PIETRO GIUSEPPE Nato a Comiso (RG), 1924, partigiano combattente , caduto a Sarone di Caneva (UD) il 7 marzo 1945.

DI ROSA Salvatore nato a Ragusa il 6/08/1919, carabiniere militare. Partigiano in Emilia Romagna – Appennino piacentino – da ottobre 1944, 6a Brigata Fratelli Molinari.

DI VITA Giuseppe nato a Chiaramonte Gulfi l’1/06/1911, operaio, caporal maggiore. Partigiano in Emilia Romagna – Appennino piacentino – dal giugno 1944, 2° Brigata Busconi.

DI VITA Paolo di Vito, Nato a Chiaramonte Gulfi il 16 gennaio 1923, partigiano combattente, caduto a Zeri ( Massa Carrara) il 20 gennaio 1945.

FACONELLO Giuseppe nato a Modica il 1/01/1919, Esercito caporale maggiore Bersaglieri. Partigiano in Piemonte da 26/01/1945, 181° Brigata Garibaldi Morbiducci, nome di battaglia “Ernesto”.

FAILLA Giovanni nato a Chiaramonti Gulfi il 10/09/1920, Esercito caporale Artiglieria. Partigiano in Piemonte da 5 luglio 1944, 104° Brigata Garibaldi, nome di battaglia “Paolo”.

FALLA Giuseppe nato a Scicli il 19/03/1923, Esercito soldato Genio. Partigiano in Piemonte da 15 aprile 1944, Formazioni: 1° Brigata d’Assalto, 43° Divisione DE Vitis Brigata F. Gallo.

FAILLA Virgilio nato a Modica il 31/03/1921. Da giovane trasferitosi a Padova, dopo l’armistizio del’8 settembre fu componente del gruppo organizzatore della Resistenza nella zona , membro del CLN di Padova. Negli anni successivi fu per diversi anni deputato per il PCI.

FICILI Salvatore nato a Scicli il 4/01/24, soldato . Dopo l’armistizio dell’8 settembre restò rifugiato in una casa colonica in contrada Sant’Andrea (Tolentino). Successivamente al bando di arruolamento obbligatorio emanato dalla RSI, rastrellato dai fascisti e ucciso a colpi di mitra il 7 dicembre 1943 a Tolentino ( Macerata). Una strada di Tolentino è intitolata al giovane martire.

FRANZO Natalizio nato a Ispica il 14/09/1920, soldato Divisione Acqui – 317° Reggimento Fanteria, disperso (morto) il 22 settembre 1943 a Cefalonia durante le fasi di Resistenza contro i tedeschi.

GAROFALO Giovanni nato a Giarratana ( Ragusa) il 17/04/1920. Partigiano in Piemonte, 20a Brigata Garibaldi, morto in combattimento il 27/08/1944. Nome di battaglia “ Fra Diavolo”.

GENNARO Dionisio nato a Ispica il 25/01/1904, impiegato. Partigiano a Roma da 8 settembre 1943, rimasto ferito e mutilato durante un’azione di combattimento contro i nazifascisti il 16 gennaio 1944.

GERRATANA Valentino nato a Scicli l 14/02/1919. Dopo il diploma del liceo classico ( Modica) si trasferì a Roma. Frequentò il corso allievi ufficiali a Salerno. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 fu tra gli organizzatori della Resistenza a Roma, partigiano nei GAP ( Gruppi Azione Patriottica), medaglia d’argento. Docente universitario, insigne studioso del marxismo e di Gramsci, in particolare con l’edizione critica dei “ Quaderni dal Carcere”. Fu, tra l’altro, tra i fondatori della casa editrice Editori Riuniti.

GRIMALDI Giovanni nato a Ragusa il 23/06/1900. Partigiano nel Lazio da 8 ottobre 1943 fino alla liberazione di Roma. Gruppo Bande Carabinieri Caruso/Fmcr.

GUASTELLA Francesco nato a Ragusa il 5/03/1918, caporal maggiore 1° Battaglione Genio Alpino- Divisione Partigiana Garibaldi dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro / Jugoslavia.

GURRIERI Giuseppe nato a Chiaramonte Gulfi, dopo l’armistizio aggregatosi a una formazione partigiana marchigiana, detto “Pino”. Fucilato dai nazifascisti il 22 marzo 1944 nella strage di Montalto di Cessapalombo ( Macerata) assieme ad altri 32 antifascisti, tutti giovanissimi, in gran parte di Tolentino.

IACONO Giovanni nato a Ragusa il 31/03/1898, maresciallo militare. Partigiano in Emilia Romagna, appennino piacentino, da ottobre 1944, 5a Brigata Ciancio.

IEMOLO Vincenzo nato a Modica il 5/09/1918, contadino, soldato. Partigiano in Emilia Romagna –Appennino piacentino – dal gennaio 1945, 5a brigata Ciancio.

LA CIACERA Giovanni, nato a Modica il 18/1/1918, aviere, caduto, div. “Valdossola. E’ uno dei 43 partigiani fucilati a Fondotoce ( Verbania – Cusio Ossola) il 20 giugno 1944.

LA LOTA Giovanni nato a Vittoria il 28/01/1918, soldato Divisione Acqui – 17° Reggimento Fanteria, morto a Cefalonia il 17 settembre 1943 durante le fasi di Resistenza alle truppe tedesche.

LICITRA Giovanni nato a Vittoria il 14/11/1917, caporale 76° Compagnia Genio Artieri – Divisione Partigiana Garibaldi, dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

MALLIA Gaetano nato a Vittoria il 19/01/1922. Carabiniere, vicebrigadiere. A Torino, dopo l’armistizio iniziò a collaborare con la Resistenza, il CLNAI – Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia – Nell’estate del 1944 assumerà il ruolo di ufficiale di collegamento della 17a Brigata Garibaldi Felice Cima, capo squadra, fino alla Liberazione.

MAZZONE Romolo nato a Ragusa il 21/06/1924, partigiano nel Lazio da ottobre 1943, formazione Brigate Matteotti.

MELFI Luigi nato a Scicli il 19/03/1904 partigiano nel Lazio da ottobre 1943 formazione Brigate Matteotti.

MICCICHE’ Luigi nato a Vittoria il 21/08/1900, ex soldato esercito, partigiano in Grecia da dopo armistizio 8 settembre 1943.

MICIELI Giovanni nato a Comiso il 9/01/1920, caporale 76° Compagnia Artieri della Divisione Venezia- Divisione Partigiana Garibaldi , dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

MIRABELLA Carmelo nato a Ispica il 21/10/1917, soldato 26° Magazzino Automb. di C.A., Divisione Partigiana Garibaldi , dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro/Jugoslavia.

MURIANA Giovanni di Angelo, nato a Modica il 16-08-1924, allievo ufficiale Accademia di Modena, della 48 Brg. Garibaldi e della 14 div. Garibaldi 180 Bgt., Capo Squadra Brigata, nome di battaglia Pinko, caduto a Dogliani (CN) il 23-04-1945 in combattimento.

NASELLO Giuseppe nato a Ragusa il 10/11/1901, partigiano nel Lazio da ottobre 1943, formazione Bande Carabinieri Caruso/Fmcr.

OCCHIPINTI Giorgio Nato a Ragusa 7.04.1919. Soldato, caduto il 23/09/1943 combattendo contro i tedeschi a Cefalonia

PACETTO Santo nato a Scicli il 23/08/1917, tenente 84° Reggimento Fanteria – Divisione Partigiana Garibaldi, dopo l’armistizio del’ 8 settembre 1943 operante contro i tedeschi in Montenegro / Jugoslavia. Decorato croce di guerra

PELLIGRA Salvatore Nato a Comiso, Il 22 maggio 1891. Generale di brigata. Comandante dell’artiglieria del Corpo d’Armata Div. Bergamo. All’armistizio dell’8 settembre 1943 si trovava a Spalato (Jugoslavia), si oppose alle truppe tedesche, catturato e fucilato a Signo ( Dalmazia) il 1° ottobre 1943.

PIRRONE Salvatore nato a Vittoria il 26/03/1921, partigiano in Trentino.

PUZZO Rosario nato a Scicli il 11/02/1900, partigiano nel Lazio da 9 settembre 1943, formazione Bandiera Rossa.

PUZZO Salvatore nato a Scicli il 5/02/1916, partigiano nel Lazio da 9 settembre 1943, formazione Bandiera Rossa.

SANTAERA Giovanni Nato a Pozzallo 1/11/1919, comandante 5° plotone mitraglieri, 3° Bg. 17° Reggimento Divisione Acqui, dopo l’armistizio partecipò in prima fila ai combattimenti contro le truppe tedesche a Cefalonia ( Grecia), finiti il 22 settembre 1943 con la fucilazione di gran parte dei soldati italiani. Ha pubblicato il libro di memorie Io, reduce di Cefalonia” (edito 2009)

SELVAGGIO Vincenzo nato a Modica il 13/08/1920, partigiano nel Lazio, formazione Brigate Matteotti.

TORCHI LUCIFERA Pietro nato a Scicli il 15/09/1907, capo segn. 1° classe Marina Militare. Partigiano a Roma da 8 settembre 1943, formazione Fmcr Marina.

TRIBASTONE Salvatore Nato a Ragusa il 25.07.1917 – Brig. di finanza – partigiano, catturato dalle SS il 13.10.1944, deportato, morto nel campo di Dulchon (Germania)

VESPUCCI Mario nato a Ragusa il 24/02/1895, partigiano in Albania da 15 settembre 1943.

Sicuramente è un elenco parziale, vi saranno tante altre persone, ma da l'idea di quanto sia stato vasto il fenomeno. E' un inizio, è una sollecitazione che vuole porre le basi a quella ricerca e a quella memoria in grado di porre le basi per il futuro. Infine, si dice che il 25 Aprile "è una festa divisiva" E' vero, divide gli antifascisti dai fascisti, i democratici dai non democratici. Per quanto mi riguarda è giusto così.


Per scrivere questo post ho consultato questi siti:

https://www.labottegadelbarbieri.org/i-partigiani-siciliani-quarta-parte/

https://www.patriaindipendente.it/servizi/sicilia-quelle-stragi-naziste-dimenticate/

martedì 25 aprile 2023

IL 25 APRILE E LE AMBIGUITA' TOPONOMASTICHE NEGLI IBLEI.

 

Foto gentilmente concessa da Marcello Bianca

La Resistenza, l'atto di ribellione morale e civile più alto del nostro Paese, non fu fatta solo dai comunisti e dai socialisti. fu determinante anche l'apporto degli azionisti, dei monarchici, dei liberali, dei cattolici, di pezzi dell'Esercito Italiano che non aderirono alla repubblica sociale di Salò. 78 anni fa questa porzione ampia e nobile del nostro Paese, sconfisse una dittatura gestita per 20 anni da un capobanda ateo che, sconfitto e braccato, stava fuggendo all'estero mascherato da soldato tedesco e con l'amante; tradendo così lui stesso il principio su cui si fondava il suo regime: dio, patria e famiglia. Ancora oggi ci sono gli ammiratori di quel fascismo e dei suoi gerarchi, e non sono pochi. Poi ci sono gli antifascisti, alcuni sono antifascisti col pennacchio, di convenienza, e questi purtroppo sono tanti. Altri, e non sono tantissimi, sono gli antifascisti convinti. Infine, c’è una grande maggioranza di persone che, in modo consolatorio, pensano: “si, vabbè, però il fascismo ha fatto anche molte cose buone”. Questa opinione non è nata per caso me è stata coltivata negli anni con i tanti cedimenti politici - soprattutto da parte di una certa sinistra - e con un revisionismo storico che ha provato a invertire i ruoli arrivando a sostenere un'assurdità: i partigiani in molti casi sono stati dei banditi violenti e sanguinari e i fascisti delle povere vittime. Cioè si è lavorato scientificamente per anestetizzare il valore dell'antifascismo, fino a portarlo in coma. Tutto è iniziato quando si è sentito il bisogno di intitolare vie, piazze e viali ad alcuni complici di quel regime infame “perché hanno fatto cose buone”. E quindi insieme alle vie intitolate a Pertini, Gramsci, Matteotti, Don Minzoni, ai f.lli Cervi, oppure alla Resistenza o ai Martiri della Libertà, sono comparse le vie dedicate a gerarchi fascisti, complici consapevoli di un regime violento, razzista e liberticida.

Anche in molte città della nostra provincia gli esempi non mancano, Il caso più evidente è quello di Ragusa che da sonnolento borgo agropastorale, nel gennaio del 1927 diventò capoluogo di provincia grazie al suo gerarca banchiere Filippo Pennavaria, definito “l'apostolo violento del credo fascista ...”. A questo signore è stata dedicata una centralissima via di Ragusa. Addirittura, pochi anni fa, qualcuno aveva deciso di realizzare una statua alta sette metri, raffigurante lo stesso Pennavaria. L'imponente scultura doveva essere posizionata, guarda un po', nella centralissima Piazza Libertà (sic). Fortunatamente questo costosissimo progetto fallì perché il merito di aver fatto promuovere Ragusa a capoluogo di provincia non poteva, non può e non potrà mai cancellare le responsabilità di Pennavaria. Il gerarca banchiere contribuì in prima persona allo sviluppo di un fascismo contrassegnato da uno squadrismo che aveva uno spiccato carattere di violenza sociale e politica. Secondo molte fonti storiche Pennavaria fu l'ispiratore di diverse azioni criminali e sanguinose. Tra le tante va ricordato l'eccidio del 9 aprile 1921 a Ragusa, in piazza San Giovanni, dove furono uccisi 3 braccianti e ferite oltre 50 persone, colpevoli di attendere il comizio del deputato socialista Vincenzo Vacirca. Una via Filippo Pennavaria c'è anche a Punta Secca, rinomata frazione rivierasca diventata celebre grazie alla serie tv sul Commissario Montalbano.

A Chiaramonte Gulfi c'è una via dedicata al conte Costanzo Ciano padre di Galeazzo Ciano, genero di Mussolini. Non si può non ricordare come questo nobile signore sia stato tra i principali animatori e organizzatori dei fatti violenti di Livorno nell'estate del 1922.

A Comiso una delle vie centrali è intitolata al prof. Biagio Pace, il quale non è stato soltanto uno dei maggiori studiosi dell'antichità. Questo importante accademico, appartenente ad una antica e nobile famiglia di grandi proprietari terrieri, oltre ad essere un illustre archeologo era anche un fervente nazionalista che aderirà convintamente al fascismo. Sarà collega e rivale di Pennavaria, entrambi saranno le punte avanzate del fascismo ibleo. Attorno alla figura del prof. Pace si stringeranno gli interessi delle più importanti famiglie dell'agro ipparino le quali pur di conservare il loro potere municipale e pur di aumentare le proprie rendite non rinunceranno ad ispirare uno squadrismo violento contro partiti e organizzazioni di sinistra. Nell'immediato dopo guerra sarà uno dei firmatari del documento di fondazione del msi.

E' significativo il caso di Ispica. Nella città dove Luigi Capuana ambientò il romanzo “Profumo”, aleggia da tempo una maleodorante contraddizione. A pochi isolati vi sono due piazze: una intitolata al partigiano Antonio Brancati (un giovane ufficiale ispicese condannato a morte, la cui toccante lettera di addio ai genitori si può leggere nel libro “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”), l'altra al “ras” del fascismo ispicese Dionisio Moltisanti. Questo personaggio è stato fino al 1943 uno dei massimi dirigenti del fascismo ibleo. Questa “esemplare e poliedrica figura politica”, così si legge nella lapide posta nella piazza a lui dedicata, era uno dei più fidati collaboratori dell'apostolo violento del credo fascista Filippo Pennavaria. E' così da anni, a pochi metri di distanza, ristagna il lezzo di una puzzolente ambiguità  politica e toponomastica. La classe dirigente di questa città è stata capace di mettere sullo stesso piano, di parificare, un giovane condannato a morte da un tribunale fascista per non essersi “... associato a coloro che vogliono distruggere l'Italia” con chi è stato un convinto sostenitore del fascismo e delle sue aberrazioni, fino al suo epilogo, per poi continuarne la storia militando nel msi.


Il 25 aprile ci ricorderà sempre come la voglia di libertà ha vinto sulla tirannia. Le due cose non possono essere equiparate come è stato fatto con sprovvedute intitolazioni di vie e piazze o peggio con un revisionismo storico che ha il sapore della contraffazione. Dietro il più “onesto” dei fascisti vi era un'idea di sopraffazione e di razzismo. Dietro il più “bandito” dei partigiani c'era invece un'idea di libertà e democrazia per tutti. Piaccia o no è così. Buon 25 Aprile ... a TUTTI.

Per scrivere questo post ho consultato diversi testi tra cui:
- IL FASCISMO IBLEO: POLITICA E SINDACATO di Fabrizio La Licata
- LA GENESI DEL NEOFASCISMO IN ITALIA. DAL PERIODO CLANDESTINO ALLE MANIFESTAZIONI PER TRIESTE ITALIANA 1943-1953 di Nicola Tonietto